Ravenna in Comune insiste sui dubbi e sui rischi legati al rigassificatore
Ravenna in Comune, la lista civica che sostiene la candidata sindaca Marisa Iannucci, torna sul tema del rigassificatore a cui la lista non ha mai nascosto la sua più netta contrarietà e, in particolare si sofferma sul tema dei rischi ambientali e non. Ravenna in Comune si focalizza sulla diga che verrà realizzata per proteggere il rigassificatore dalle tempeste di mare e si chiede se la diga sia indispensabile oppure no.
Dice Ravenna in Comune: “Se serve, allora perché il rigassificatore viene attivato senza? E, se non serve, perché spendere 200 milioni di euro? A queste domande non troviamo risposta sulla stampa. Così come non leggiamo se vi sono dei rischi per aver autorizzato l’operatività a 8 chilometri dalla costa, invece dei 22 a cui opera il rigassificatore di Livorno. Una petroliera davanti a Vado Ligure ha subito un attentato, così come è successo ad altre due petroliere che si ipotizza collegate alla Russia. I gasdotti Nord Stream 1 e 2 realizzati per trasportare gas russo sono stati pure danneggiati da esplosioni. Un servizio di Report ha rivelato come i russi (la Blue Sky di un oligarca vicino a Putin) c’entrassero anche con il rigassificatore di Ravenna…”
“Alle domande sui rischi che corriamo in seguito ad un procedimento che ha autorizzato un progetto non esente da “bug”, proveremo a rispondere grazie all’ingegnere Riccardo Merendi appositamente intervistato da Ravenna in Comune. L’ing. Merendi è noto a Ravenna per aver svolto una indagine indipendente sul progetto, trovando errori, acquisendo nuovi documenti che non erano stati resi pubblici, interpellando le Amministrazioni locali, regionali ma anche il Parlamento Europeo. Dalle ore 16.00 di oggi, sabato 17 maggio, sarà disponibile sul sito di Ravenna in Comune (www.ravennaincomune.it ) e sulle altre nostre piattaforme social (youtube, facebook, instagram e tiktok) il dialogo che vede il nostro portavoce (e candidato) Paolo Secci interpellarlo su questi importanti temi. Per rispondere alla domanda: le procedure che hanno coinvolto più di 60 enti per autorizzare il rigassificatore a tempo di record ci garantiscono veramente da ogni rischio? Oppure hanno dato un risultato positivo “ad ogni costo”? E, se c’è “un costo”, conseguente alla possibilità che qualcosa vada storto, chi lo pagherà? Quella stessa cittadinanza che si dovrà sobbarcare “il costo” economico di una scelta politica condivisa da centrodestra e centrosinistra? Ravenna in Comune invita tutte e tutti a collegarsi per avere finalmente risposte a domande importanti che nessun altro sta ponendo” conclude la nota della lista.

