Fusignani del Pri sull’assemblea Abi: “Le parole di Patuelli parlano all’Italia e a Ravenna”
Eugenio Fusignani, segretario regionale del PRI e vice sindaco di Ravenna, commentando l’intervento del presidente dell’ABI e del Gruppo La Cassa di Ravenna afferma: “Le riflessioni del presidente Antonio Patuelli all’assemblea ABI sulla necessità di disinnescare i dazi, semplificare le norme, incentivare investimenti stabili e completare l’Unione bancaria europea, non sono solo un richiamo nazionale, ma un monito concreto per la nostra comunità ravennate”.
“In questo momento -prosegue Fusignani- “segnato da gravi tensioni internazionali, il rischio protezionistico ha effetti reali su imprese e famiglie. Patuelli ha perfettamente ragione: semplificare le regole serve a far crescere fiducia e investimenti. E questa indicazione ha un valore anche per Ravenna.
Perché Ravenna ha già dimostrato di saper essere un territorio attrattivo e dinamico, grazie al lavoro delle amministrazioni locali e al sostegno concreto della Regione Emilia-Romagna. I grandi investimenti sul porto, la progettazione strategica legata alla Zona Logistica Semplificata (ZLS), e un contesto istituzionale stabile e affidabile hanno creato un clima di fiducia reale verso il futuro. Gli investitori, anche internazionali, oggi guardano con interesse crescente alla nostra città e il nostro territorio. Questo è il frutto di una governance responsabile, lungimirante e concreta.
Patuelli ha richiamato l’economia italiana a un principio tanto caro a Luigi Einaudi, ma che trova piena sintonia anche nella visione di Ugo La Malfa, storico leader repubblicano, che già negli anni più difficili del dopoguerra indicava nel rigore, nella programmazione economica e nella responsabilità finanziaria la via maestra per la crescita. E come ci ha insegnato Keynes, in tempi di incertezza è fondamentale che lo Stato – e oggi l’Europa – indirizzino e sostengano l’investimento produttivo e la modernizzazione infrastrutturale. La stabilità economica e la giustizia sociale non sono incompatibili, ma due facce della stessa medaglia.
Ecco perché serve un deciso impulso per completare l’Unione bancaria europea: regole uniformi sul risparmio e sul credito, sistemi condivisi per garantire la stabilità finanziaria; serve una visione strategica che rafforzi le aree meno centrali e favorisca un loro riequilibrio rispetto alle grandi metropoli.
Quell’appello di Patuelli va raccolto anche localmente: chiediamo più efficacia nei rapporti tra imprese, banche e istituzioni; chiediamo investimenti e politiche locali capaci di valorizzare il nostro patrimonio produttivo e residenziale; chiediamo regole e fiscalità che spingano alla crescita, non mettano bastoni tra le ruote.
Ravenna – conclude Fusignani – ha gettato basi solide per il proprio futuro. Se vuole continuare a crescere e a essere un modello nazionale di sviluppo sostenibile, inclusivo e competitivo, dovrà continuare a investire in infrastrutture, semplificazione, attrattività e competenze. Le parole del presidente Patuelli indicano la rotta: abbiamo tutti il dovere di seguirla”.

