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Rimosso il ponte ferroviario di Sant’Agata sul Santerno. Il sindaco: “Oggi è una data importante per tutti i santagatesi”

Il ponte che, dopo l’alluvione del 2023, faceva paura a tutti i santagatesi ora non c’è più. Nella mattinata di giovedì 31 luglio è stato rimosso il ponte ferroviario di Sant’Agata sul Santerno. Come previsto, l’operazione è durata circa un’ora, ed è stata effettuata utilizzando una pesante gru della quale sono disponibili pochissimi esemplari in tutta Italia.

“Il ponte, dal peso di 200 tonnellate, è stato rimosso nella sua interezza grazie a un braccio meccanico di 40 metri, ed è stato posato in un’apposita piazzola in calcestruzzo, dove poi sarà smantellato e smaltito. Al termine dei lavori anche la piazzola verrà rimossa – spiegano dal Comune – . La prossima fase di lavori prevederà invece la rimozione dei piloni in alveo, operazione questa che può essere eseguita solamente con condizioni meteo favorevoli.

La rimozione del ponte è finanziata dalla struttura commissariale per la ricostruzione per 6,1 milioni di euro. L’intera operazione – dalla realizzazione della piazzola alle operazioni di montaggio e smontaggio della gru, la rimozione dei piloni e il ripristino dell’area – richiede circa sei mesi di lavoro.

“Oggi è una data importante per tutti i santagatesi – sottolinea il sindaco Riccardo Sabadini -. Le operazioni di rimozione del ponte si sono svolte in maniera celere e senza alcun tipo di intoppi. Ringrazio l’azienda e tutte le sue maestranze per la grande professionalità con cui hanno svolto l’intervento e per aver rispettato il cronoprogramma che ci era stato illustrato”.

“La rimozione del ponte ferroviario chiude un triste capitolo apertosi con l’alluvione del 2023 – ha aggiunto il primo cittadino – e ci permette ora di concentrarci su quanto ancora ci aspetta, dal ripristino del municipio alla piena rifunzionalizzazione di tutto il sistema scolastico, e poi ancora la biblioteca, il centro sociale, il campo sportivo. Il nostro compito non è solo quello di ripristinare integralmente il nostro paese e i suoi servizi, ma anche scongiurare che simili eventi possano ripetersi in futuro: per questo confidiamo che le istituzioni competenti, dalla Regione allo Stato, diano concretezza alle promesse fatte in fase di emergenza e mettano in atto tutte le azioni necessari per garantire sicurezza ai corsi fluviali”.

Rfi ha dato la propria disponibilità a ricostruire il ponte non appena disponibili i relativi finanziamenti, adeguandolo all’attuale altezza degli argini (il ponte attuale, realizzato nel 1951, aveva una quota inferiore agli argini, che sono stati innalzati due volte negli anni successivi), con caratteristiche tali da non rendere necessaria la realizzazione di piloni in alveo.

Il commento di Riccardo Vicari, Coordinatore Fratelli d’Italia Sant’Agata sul Santerno, Capogruppo La Torre Civica

“La svolta non nasce da iniziative locali, ma dal lavoro congiunto del comitato “Sant’Agata 17 maggio 2023”, che ha sollevato il problema con determinazione, e dall’intervento decisivo del viceministro delle Infrastrutture Galeazzo Bignami, senza il quale RFI non si sarebbe attivata.

Come spesso accade, c’è chi ha sempre riconosciuto l’importanza del ponte, ma ha scelto di intervenire solo quando le telecamere erano accese. La comunità ha buona memoria: sa distinguere chi ha lavorato in silenzio da chi è rimasto ai margini, senza voce, fino a quando tutto era già deciso.

Non si può però ignorare la responsabilità della Regione Emilia-Romagna, che continua a non affrontare la pulizia e la manutenzione dei corsi d’acqua: una delle cause principali del disastro idrogeologico. A oggi, la Regione non ha ancora avviato interventi concreti e capillari sugli alvei fluviali.

Ringrazio tutti coloro che si sono spesi con serietà e determinazione: cittadini, tecnici, volontari, rappresentanti istituzionali. Senza di loro, questo traguardo non sarebbe stato possibile. Ora ci aspettano nuove battaglie: la pulizia dei fiumi, la messa in sicurezza del territorio, e la prevenzione vera, non solo sulla carta”.