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La deputata Ouidad Bakkali sul caso Carnicella: “parole inaccettabili, scuse pubbliche e dimissioni sono il minimo sindacale”

“Che il consigliere Nicola Carnicella assuma spesso e volentieri posizioni misogine e offensive verso le donne è cosa nota e facilmente verificabile sui suoi profili social o nella sua florida attività di commentatore, cosa che lo relega ormai all’irrilevanza. Detto questo, con le dichiarazioni riportate nelle ultime ore, si supera una linea rossa che esiste quando si ricoprono ruoli istituzionali”.

È il commento della deputata PD ed ex assessora del Comune di Ravenna Ouidad Bakkali, in merito alle esternazioni di Nicola Carnicella a margine di un articolo che riportava le iniziative per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne nella Romagna Faentina, nelle quali ha invitato ad organizzare cortei per “umiliarle perchè le lamentele prendano un senso”.

“Abbiamo appreso dal consigliere Ancisi che Carnicella ha rassegnato le dimissioni da Lista per Ravenna, ma rimane il fatto che egli operi tuttora nel Consiglio territoriale sotto quel mandato politico – aggiunge Bakkali -. Le dimissioni e le scuse pubbliche sono il minimo sindacabile che si possa chiedere a questo soggetto”.

“Il “business” di cui parla Carnicella si traduce, nella realtà, in 70 femminicidi in Italia dall’inizio del 2025 – sottolinea la deputata -. Solo nel Centro Antiviolenza di Ravenna, nei primi sei mesi di quest’anno, si sono rivolte 270 donne: un dato che rappresenta una realtà sommersa di violenze che i numeri ufficiali non riescono a restituire pienamente. Sono quotidiani i casi di stalking e revenge porn. È in grande aumento il fenomeno dei siti che abusano di immagini di donne inconsapevoli sulle quali si riversano i commenti violenti di omuncoli che pensano di avere di fronte pezzi di carne e non persone”.

“Carnicella – conclude Bakkali -, inoltre, non si ferma al negazionismo: lo supera, incitando alla violenza e invitando pubblicamente a “umiliare le donne”. Ecco, credo che la gravità di quanto espresso sia assoluta e richieda risposte nette e inequivocabili. Suggerisco al soggetto in questione di intraprendere un percorso di supporto che lo aiuti a indagare le ragioni profonde della sua misoginia e a uscire dalla cosiddetta “manosfera” dove l’odio per le donne – e soprattutto per la libertà delle donne – rappresenta un nutrimento perpetuo”.