Moria di uccelli in Valle della Canna a Mandriole: non fu disastro ambientale, caso archiviato
La moria di uccelli che nell’autunno del 2019 provocò 2.100 decessi accertati, tra anatre e altre specie di volatili, nella Valle della Canna di Mandriole a causa della tossina botulinica non è imputabile ad un disastro ambientale causato da negligenze umane, ma fu frutto di un “evento multifattoriale”, che le persone indagate non avrebbero potuto fronteggiare diversamente.
Lo ha deciso la GIP Federica Lipovscek, scagionando così da ogni accusa Maria Pia Pagliarusco, allora direttrice del Parco del Delta del Po, in cui ricade l’area protetta e Gianni Gregorio, dirigente del Servizio Ambiente del Comune di Ravenna. La decisione è in linea con quanto sostenuto dai PM, Daniele Barberini e Stefano Stargiotti, che avevano chiesto l’archiviazione.
Dalle indagini condotte è emerso che “I due agivano in un contesto di competenze condivise e fortemente limitato da carenze strutturali e di risorse pubbliche”, condizionato da “decenni di gestioni non svolte con la dovuta diligenza”.
La notizia è riportata sui quotidiani Corriere di Romagna e Il Resto del Carlino, edizione Ravenna, in edicola oggi.




