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|Ponte di Ragone, si avvicina il collaudo: prove di carico programmate il 5 o 6 dicembre
L’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Ravenna, Massimo Cameliani, ha comunicato che le prove di carico sul ponte sul Montone tra Ragone e San Pancrazio sono previste per il 5 o 6 dicembre. Un momento decisivo per l’infrastruttura, chiusa da oltre un anno, che consentirà di verificare la sicurezza del nuovo ponte e aprirlo finalmente al traffico.
L’assessore lo ha comunicato in una risposta scritta al question time, relativo alle tempistiche per la riapertura del Ponte di Ragone/San Pancrazio, presentato dal capogruppo di forza Italia, Alberto Ancarani. L’assessore ha spiegato che i ritardi sono dovuti “all’impossibilità di operare all’interno dell’alveo, in particolare riguardo le demolizioni dell’impalcato, come disposto dall’autorità idraulica”.
I lavori per rifacimento del ponte sul fiume Montone, sulla strada provinciale 5 al confine tra Ragone (frazione di Ravenna) e San Pancrazio (frazione di Russi) erano iniziati nell’ottobre del 2024 con l’obiettivo di demolire l’impalcato esistente e costruire una struttura metallica più sicura, che garantisse maggiore sicurezza sismica e migliori condizioni per pedoni e ciclisti, quindi dotata di pista ciclabile e pedonale protetta.
Nonostante il cronoprogramma originale prevedesse la fine dei lavori nella primavera 2025, il percorso non è stato lineare: ad inizio 2025 vi sono state alcune interruzioni dei lavori dovute alla logistica e all’arrivo di macchinari pesanti come le gru. Dopo la ripresa dei lavori, la riapertura era stata annunciata entro fine novembre. Ora, con l’ultima comunicazione di Cameliani si attendono le prove di carico fissate per il 5 o 6 dicembre, condizioni meteo permettendo. Successivamente resteranno da completare alcuni lavori accessori, come asfaltatura, illuminazione e sistemazione definitiva della pista ciclabile.
Certamente però la conferma della data delle prove di carico è un passo avanti fondamentale: era molto attesa da residenti e commercianti perchè, come noto, i lavori al ponte e la chiusura della strada provinciale hanno causato molti disagi costringendo residenti e pendolari a percorsi alternativi più lunghi, mentre i commercianti locali hanno denunciato cali di fatturato fino al 40%.
Nel progetto iniziale l’intervento, prevedeva un costo complessivo di 1,6 milioni di euro, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture con 1,1 milioni e con fondi provinciali per 500mila euro.


