Inflazione in calo a Ravenna nell’autunno 2025, ma pesa l’aumento della sanità privata
Rallenta l’inflazione a Ravenna dopo i forti rincari dell’estate, ma cresce in modo marcato il costo delle prestazioni sanitarie private. È il quadro che emerge dai dati presentati nel secondo incontro dell’Osservatorio dei prezzi al consumo, svoltosi in Comune.
L’Osservatorio dei prezzi al consumo, voluto dal sindaco Alessandro Barattoni insieme alle associazioni di categoria e forze sindacali per analizzare trend e congiunture su base stagionale, ha l’obbiettivo di condividere le strategie migliori per difendere la competitività delle imprese e salvaguardare il potere di acquisto dei cittadini.
L’appuntamento di oggi, ha analizzato il periodo settembre – novembre 2025 tenendo conto anche di nuovi prodotti rilevati con un minimo di cinque quotazioni, che garantiscono una base informativa omogenea e coerente su tutto il territorio. Tra questi rientrano i costi di servizi diversi quali la mammografia, l’acquisto di una bara o il trasporto con ambulanza privata.
“Quello che emerge da questi dati – osserva il sindaco –, che fotografano l’andamento dell’inflazione nel periodo autunnale, è che dopo l’aumento indiscriminato di prezzi riscontrato durante l’estate, con l’incremento dei costi dei beni alimentari in testa, ora assistiamo ad un rallentamento, con un indice che a Ravenna si attesta sullo 0,6%. L’elemento, forte, che emerge, è la crescita delle spese per i servizi sanitari e per la salute effettuati privatamente, che è pari a + 2,2 %. Anche analizzando l’andamento stagionale, l’anomalia è confermata dall’estate, con l’aumento dei beni alimentari”.
I DATI
A novembre 2025 l’indice generale dei prezzi si attesta allo 0,6%, in netto calo rispetto ai mesi precedenti: a luglio l’inflazione aveva toccato l’1,7%, mentre a settembre era già scesa allo 0,9. Un segnale di rallentamento che segue l’aumento “indiscriminato” registrato durante l’estate, in particolare sui beni alimentari.
Proprio gli alimentari, che avevano trainato l’inflazione estiva, mostrano ora un deciso raffreddamento: si passa dal +5,7% di luglio al +1% di novembre. Anche altri settori contribuiscono alla frenata dei prezzi, come abitazione ed energia, che a novembre segnano un –2,9%, e le comunicazioni, in calo del –5,5%.
Il dato più critico riguarda però le spese sanitarie e per la salute, che registrano un aumento improvviso e significativo: dal +0,4% di settembre si arriva al +2,2% di novembre. Un incremento che, come precisato dall’Osservatorio, riguarda esclusivamente prestazioni effettuate in forma privata, come visite specialistiche, esami diagnostici (tra cui la mammografia) e servizi di ambulanza privata.
In flessione anche il settore dell’abbigliamento e delle calzature, che continua a registrare variazioni negative (–1,2% a novembre), mentre i servizi ricettivi e di ristorazione, dopo i picchi estivi legati alla stagione turistica, rallentano ma restano su livelli sostenuti (+3,2%, contro quasi il 6% di luglio).
L’analisi conferma inoltre una forte stagionalità dei prezzi a Ravenna, più accentuata rispetto alla media nazionale in alcuni comparti come alimentari, turismo e ristorazione: l’estate resta il periodo più critico, mentre l’autunno segna una fase di maggiore stabilità.
Nel nuovo monitoraggio sono stati inseriti anche 32 nuovi prodotti e servizi nel paniere locale, rilevati con almeno cinque quotazioni ciascuno, per rendere la fotografia dei prezzi più aderente alle spese reali delle famiglie. Tra questi figurano, oltre a prestazioni sanitarie, anche servizi funebri e altri costi finora non monitorati.


