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Paratie anti-alluvione, risposta oltre le attese per il bando regionale: 4.700 domande già ammesse e 13,7 milioni di euro in campo

La misura della Regione Emilia-Romagna pensata per rafforzare la protezione degli edifici colpiti dalle alluvioni è entrata nella sua fase operativa. Il bando paratie, attivato per sostenere l’acquisto di dispositivi contro l’ingresso dell’acqua, ha registrato un’adesione molto superiore alle previsioni iniziali e sta già producendo risultati concreti.

A istruttoria conclusa, le domande presentate sfiorano quota 7mila, con oltre 4.700 richieste risultate immediatamente ammissibili al contributo. Le risorse complessivamente disponibili superano i 13,7 milioni di euro. Una prima tranche di pagamenti è già stata effettuata: più di 400 contributi sono stati liquidati per un importo complessivo di quasi un milione di euro, mentre le erogazioni proseguiranno anche nel corso del 2026.

Il bando è rivolto ai cittadini che, negli ultimi due anni e mezzo, hanno subito danni a causa degli eventi meteorologici estremi e hanno sostenuto, o intendono sostenere, spese per l’installazione di paratie e sistemi di protezione passiva a difesa di abitazioni e immobili. L’ultima finestra di presentazione delle domande, riferita al periodo 1-31 gennaio 2025, ha consentito di completare l’intera fase istruttoria.

La Regione ha confermato l’obiettivo di finanziare il maggior numero possibile di richieste, seguendo un ordine di priorità. In particolare, sarà data precedenza alle 87 domande provenienti dai territori individuati dal decreto legge 61/2023 che, allo stato attuale, non risultano coperte dalle risorse derivanti dalle donazioni. A seguire, lo scorrimento della graduatoria potrà avvenire anche grazie a eventuali ulteriori fondi che dovessero rendersi disponibili con l’assestamento di bilancio.

“La partecipazione al bando è stata superiore a ogni previsione”, sottolinea la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini. “È la conferma dell’utilità di uno strumento costruito insieme ai Comitati degli alluvionati e pensato per rispondere a un bisogno concreto”.

Un’adesione così ampia ha comportato un intenso lavoro da parte degli uffici regionali. “Abbiamo scelto di accompagnare i cittadini nella correzione e integrazione delle domande, ricorrendo al soccorso istruttorio per evitare esclusioni legate a errori formali”, prosegue Rontini. “Non lasciare indietro nessuno non è uno slogan, ma un metodo di lavoro quotidiano, con un unico obiettivo: sostenere le comunità colpite e rafforzarne la capacità di protezione per il futuro”.