Spett. Redazione, dopo alcuni giorni di riflessione, mi sento come obbligato a condividere un interrogativo sortomi dopo aver letto https://www.ravennanotizie.it/2025/12/19/ausl-romagna-tra-le-eccellenze-digitali-tutti-gli-ospedali-certificati-himss-emram-livello-6/589526/. Fino a che punto la digitalizzazione avanzata serve a noi cittadini?
Sono veramente felice del riconoscimento degli sforzi della AUSL Romagna anche in merito all’evoluzione tecnologica, che so bene quant’è complessa e travagliata. Ma se nel 2025 siamo da “bollino di qualità” e la nostra Azienda sanitaria non dialoga con l’utente tramite una semplice e-mail, né con il suo URP né con gli indirizzi diretti dei Direttori delle U.O. (gli unici a non essere stati eliminati dal sito istituzionale, ma solo perché sono reperibili nella sezione obbligatoria “Trasparenza”. Quindi nemmeno così semplici da trovare per un utente medio, ignaro della prescrizione amministrativa), siamo certi di andare nella direzione giusta?
Non è una domanda puramente sarcastica, ma il tentativo vero di capire cosa aspettarmi da qui in avanti. Capisco perfettamente che un Direttore medico, di questi tempi, non avrebbe nemmeno il tempo materiale per rispondere in prima persona a tutte le missive della cittadinanza. Ma se l’infrastruttura organizzativa intorno a loro latita nel supportarli, o addirittura non c’è, allora… “Houston, abbiamo un problema!”.
I medici di famiglia sono mediamente raggiungibili per qualche minuto al giorno, le strutture ambulatoriali e ospedaliere sono scarsamente raggiungibili a distanza, l’Area Vasta tramuta i pazienti in viaggiatori-pellegrini “all’inseguimento della TAC perduta”.
Mah. Che strana medicina di prossimità!
Riccardo Corradino – Ravenna


