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Coordinamento ravennate Per il Clima-Fuori dal Fossile: “Bilanci e impegni, continuiamo a percorre l’unica strada possibile”

Fare bilanci dell’anno appena passato non è mai stato più difficile.

Siamo in uno dei periodi più preoccupanti dal punto di vista climatico, geopolitico, economico e umano che le nostre generazioni possano ricordare.

Però è anche vero che, soprattutto sotto la spinta della solidarietà alla Palestina, c’è una rinascita dell’attivismo e dell’impegno di tante realtà associative e tante persone singole.

Dobbiamo continuare a contrastare ciò che continua ad essere fatto in nome del profitto, contro gli interessi della popolazione, dell’ambiente e del futuro, dobbiamo cercare di unire le forze, e crediamo utile cercare di fare un riepilogo dell’anno che finisce, con tutto ciò che porta con sé, frustrazioni, soddisfazioni e propositi.

A livello nazionale, le politiche del Governo si confermano del tutto improntate alla feroce lotta contro qualsiasi tentativo di svolta nel senso della vera transizione ecologica. Accodandosi alle politiche negazioniste di Trump, i nostri governanti considerano le istanze ecologiste fra i loro peggiori nemici. Ma ci sono state nel 2025 anche importanti prese di parola nazionali dei movimenti,  e Ravenna ha ospitato, in concomitanza con il vertice OMC, un’affollata serie di iniziative, inclusa la manifestazione nazionale di aprile, per “Uscire dalla camera a gas”.

A livello regionale, la nascita di AMASER (Assemblea dei Movimenti Ambientali e Sociali dell’Emilia Romagna) dà forma e nome la voglia delle realtà ambientaliste e non solo di unire le forze per contrastare le spinte ultraliberiste e antidemocratiche purtroppo presenti anche in questa regione.

In ambito regionale, il confronto dei movimenti con la nuova giunta, dopo un inizio apparentemente rassicurante, ha confermato le scelte del governo emiliano-romagnolo, tendenzialmente escludenti verso chi non  sta con loro. In ogni fase consultiva e decisionale, fino al nuovo “patto per il lavoro e per il clima”,  la rappresentanza dei gruppi attivi sul territorio regionale è stata  tagliata fuori.

Nonostante questo, prosegue la battaglia per le 4 leggi di iniziativa popolare sui principali temi ambientali, che da tre anni giacciono nei cassetti della Regione. Il 2026 ci vedrà più combattivi che mai!

A livello ravennate, dobbiamo constatare l’eterno spreco di fondi a pioggia per l’inutile gasdotto Linea Adriatica, la scelta della dipendenza energetica ad libitum incarnata dal rigassificatore di Ravenna, la riproposizione di progetti di trivelle, la truffa dell’impianto di CCS per la cattura e lo stoccaggio della CO2. Quindi, transizione sempre più lontana, se si pensa anche che nel frattempo sono continuati il forsennato consumo di suolo e la mattanza di alberi. Ma si sono anche viste tanta attenzione, mobilitazione, manifestazioni, convegni in difesa del verde, contro il fossile ma anche contro la guerra, compendiati dalle due parole d’ordine che abbiamo lanciato: “Uscire dalla camera a gas” e “No genocidio, No ecocidio”. Su questa strada sicuramente continueremo a proporre le nostre idee e il nostro impegno.

Che siate cittadini o cittadine preoccupati, che siate attivisti e attiviste che partecipano in varie forme alle battaglie, che siate semplicemente lettori o lettrici delle nostre condivisioni, vogliamo ringraziarvi per essere con noi, e augurarvi e augurarci un anno di iniziative in campo climatico e ambientale e per la difesa della democrazia, per noi e per le generazioni che verranno.  Buon Anno a tutte e tutti!!!

Coordinamento ravennate Per il Clima-Fuori dal Fossile