La Befana potrebbe portare neve anche nella pianura ravennate. Meteorologo Nanni: “Sarà questione di mezzo grado”
L’inizio di gennaio 2026 si presenta con condizioni meteorologiche particolarmente variabili per l’Europa e, in modo più specifico, per il Nord Italia. Le previsioni indicano un inverno deciso, con correnti fredde di origine artica che si dirigono verso il Mediterraneo, creando le condizioni per possibili nevicate anche a quote relativamente basse. In Romagna, dove finora il freddo non è stato particolarmente intenso, ci si aspetta un periodo di temperature in calo, con la possibilità di gelate notturne e qualche nevicata localizzata.
Per capire meglio cosa ci attende nei prossimi giorni abbiamo parlato con Roberto Nanni, tecnico meteorologo AMPRO con lunga esperienza sul territorio. Nanni ci guida attraverso i modelli meteorologici e il movimento delle masse d’aria, spiegando chiaramente i rischi e cosa ci possiamo aspettare nelle diverse aree della regione, fino all’Epifania.
L’intervista
Ci può spiegare cosa sta succedendo con il freddo in arrivo in Romagna? Alcuni parlano di neve persino in pianura…
“Sì, c’è un po’ di fermento in questa prima decade di gennaio 2026. Gran parte dell’Europa sta vivendo una fase marcatamente invernale, con masse d’aria in movimento molto fredde e temperature diffusamente sotto la media. Qui in Romagna, finora, il freddo vero non è arrivato, ma ci aspettiamo che queste masse d’aria raggiungano anche il Mediterraneo e quindi anche il nostro bacino e interesseranno parte delle nostre regioni settentrionali. Le masse d’aria sono richiamate da basse pressioni e formazioni dove poi convergono masse d’aria più umide e di diversa natura.
Questo fermento in atto, soprattutto intorno al 6 gennaio, potrebbe comportare l’incontro tra aria fredda di origine artica-marittima che andrà ad interagire sulla pianura Padana con l’aria più mite e umida in quota. Tale situazione potrebbe favorire precipitazioni nevose fino a quote basse, ma ancora non possiamo dire con certezza dove e quando. Bastano mezzo grado in più o in meno perché la neve diventi pioggia, quindi siamo sul filo del rasoio”.
Per ora non c’è motivo di allarmarsi…
“Esatto, è una fase da monitorare. Non vogliamo creare allarmismo. È importante osservare giorno per giorno l’evoluzione di queste masse d’aria, perché l’interazione tra freddo e umidità procede lentamente e può cambiare le previsioni. Siamo nella fase più fredda dell’inverno comunque, non dimentichiamolo. Ma, per carità, non pensiamo a nevicate come quella del 2012!”.
Dalle immagini satellitari cosa ha notato?
“Assieme a colleghi abbiamo osservato un’immagine satellitare che ci mostra queste figure bariche che saranno responsabili delle condizioni metereologiche ed attese nei prossimi 6-7 giorni anche sull’Italia tutta. Sono due circolazioni differenti: una di origine artica e di stampo marittimo mentre l’altra più temperata di matrice più atlantica che si daranno ‘appuntamento’ in corrispondenza della nostra penisola dal 4 al 7 gennaio. Sarà come un ‘braccio di ferro’ tra l’aria fresca e l’aria mite”.
Qual è la situazione nelle prossime giornate in Romagna?
“Tra oggi e sabato avremo alternanza di schiarite e nubi. Le precipitazioni saranno scarse, solo qualche pioggia lungo la fascia appenninica a quote più alte. Si formeranno banchi di nebbia in pianura che si diraderanno in mattinata, con cielo sereno o poco nuvoloso durante la giornata.
Dopo questa breve fase fredda la prima perturbazione andrà a interessare dove vi è più caldo e poi dalla giornata di domenica si affaccerà la seconda perturbazione che porterà ad un’alternanza tra caldo e freddo. Eventuali pioviggini sul lato romagnolo, ma fenomeni temporanei. Domenica la quota neve si abbasserà ai 1400/1500 metri fino ai 700 metri circa nella bassa Romagna e nel nord delle Marche. Il clima soprattutto nelle prime ore del giorno potrebbe portare a delle gelate in pianura all’alba, con massime che potrebbero non superare i 4 o gli 8 gradi circa. Dunque temperature in flessione e minime che torneranno vicine allo zero o anche al di sotto dello zero soprattutto nelle pianure occidentali. Lunedì dovremmo avere un nuovo sussulto meridionale e la ventilazione tornerà a farsi sentire”.
E per il giorno della Befana, da molti atteso per eventuali piccole trasferte?
“Dunque, il 6 gennaio potrebbe esserci un nuovo fronte freddo, con un possibile coinvolgimento marginale della Romagna. La quota neve potrebbe abbassarsi tra 400 e 600 metri, soprattutto tra Marche e Romagna. Tuttavia, è una previsione da confermare nei prossimi giorni”.
Il continuo flusso di correnti fredde verso il Mediterraneo cosa favorirà?
“Una nuova circolazione vorticosa all’interno del nostro bacino e interagire con le correnti nordafricane. Questo potrebbe rapidamente mettere in moto verso Est questa repressione puntando le aree centromeridionali del nostro stivale. Potrebbe aprirsi una nuova fase instabile con piogge e nevicate”.


