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PAI Po: nuova strategia per il Senio: casse di laminazione e difese rafforzate per Castel Bolognese

Un cambio di passo nella gestione del rischio idraulico della valle del Senio. Con l’adozione del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico del bacino del Po (PAI Po), l’Autorità di Bacino Distrettuale estende la pianificazione anche ai fiumi romagnoli e introduce una strategia unitaria da monte a valle per aumentare la sicurezza dei territori più esposti alle alluvioni.

Il nuovo PAI, adottato il 18 dicembre scorso e pubblicato il 30 dicembre 2025, aggiorna il quadro conoscitivo alla luce degli eventi estremi e del cambiamento climatico: analizzati circa 1.500 chilometri di corsi d’acqua, oltre 1.400 sezioni fluviali e quasi 300 ponti, grazie a dati idrologici aggiornati e modelli digitali del terreno. Il Piano apre ora una fase di partecipazione pubblica di 90 giorni, durante la quale cittadini ed enti potranno presentare osservazioni prima dell’approvazione definitiva con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche il Comune di Castel Bolognese annuncerà proprie osservazioni.

Un passaggio rilevante del piano riguarda il fiume Senio, per il quale vengono recepite le richieste avanzate dai Comuni della vallata. «Con questo Piano finalmente c’è un cambio di passo: le richieste dei territori sono state accolte e si supera l’approccio frammentato del passato – dichiarano il sindaco Luca della Godenza e l’assessore Ignazio Belfiore –. Sul bacino del Senio si adotta una strategia unitaria, da monte a valle, che dà spazio al fiume: più capacità di invaso nelle aree a monte e nuove opere di protezione per gli abitati, a partire da Castel Bolognese e dall’intera vallata».

Tra gli interventi previsti spiccano le casse di laminazione tra Riolo Terme e Tebano: una cassa fuori linea a monte della confluenza con il torrente Sintria in destra idraulica, con un volume stimato di circa 1,3 milioni di metri cubi, e il completamento delle casse di Cuffiano a valle, per un totale di circa 3,5 milioni di metri cubi. Tra Tebano e Ponte del Castello è inoltre previsto, in sinistra idraulica, un nuovo sistema arginale arretrato a difesa dell’abitato di Castel Bolognese; analoghi arretramenti sono indicati anche in destra orografica per aumentare la capacità di laminazione.

Il Piano evidenzia anche la necessità di un programma generale di gestione della vegetazione ripariale e segnala come attraversamenti critici il Ponte del Castello e la linea ferroviaria Bologna–Ancona. Sul fronte delle risorse, la Regione Emilia-Romagna ha già raddoppiato i fondi per la manutenzione del territorio e stanziato 10 milioni di euro per avviare la progettazione degli interventi, che troveranno copertura nel decreto-legge 65/2025, con 1 miliardo di euro previsto tra il 2027 e il 2038.

«Ora il tema decisivo è il tempo – concludono sindaco e assessore –. Le soluzioni sono chiare e condivise, ora serve accelerare. Non possiamo permetterci di aspettare ancora». Sul sito istituzionale del Comune di Castel Bolognese è disponibile il link per la consultazione del PAI Po.

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