Il Pavimento rischia di sparire
|Il Pavimento, l’opera che Ravenna non vuole perdere: a pochi giorni dalla scadenza, il futuro è ancora incerto
Tra dieci giorni Il Pavimento potrebbe scomparire. Smontato, pezzo dopo pezzo, e rimosso da Porta Adriana. L’opera musiva realizzata in occasione della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna è diventata un caso cittadino, ma a oggi il suo destino resta appeso ad una risposta ufficiale che non è ancora arrivata.
Doveva essere un’installazione temporanea, destinata a restare in situ per pochi mesi. Invece Il Pavimento, l’opera musiva immaginata e realizzata da Nicola Montalbini, in collaborazione con Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e organizzato da marte, è diventata inaspettatamente parte del paesaggio urbano e dell’immaginario collettivo della città.
Come ben noto, l’opera, collocata tra gli archi di Porta Adriana, ha attirato fin dai primi giorni un’attenzione crescente, trasformandosi rapidamente in uno dei luoghi più fotografati e frequentati del periodo. Ravennati e turisti hanno iniziato a sostarvi, attraversarla, viverla come uno spazio familiare, al punto che per molti Il Pavimento è ormai percepito come un elemento artistico, al pari di altri simboli cittadini.
Secondo gli accordi iniziali con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, l’opera dovrebbe essere rimossa il 19 gennaio 2026. Tuttavia, il forte consenso pubblico ha portato alla nascita spontanea di una raccolta firme, che ha raggiunto in breve tempo il numero necessario per essere discussa in sede istituzionale. Il Consiglio comunale di Ravenna, all’unanimità, ha quindi approvato una mozione con cui ha chiesto che Il Pavimento venga “integrato in maniera stabile e armonica nel contesto urbano” e ha formalmente rivolto alla Soprintendenza la richiesta di autorizzarne la permanenza definitiva.

Nonostante ciò, a meno di dieci giorni dalla scadenza prevista, non sono ancora arrivate comunicazioni ufficiali sul destino dell’opera. Dopo la pausa delle festività, si attende una presa di posizione da parte della Soprintendenza, che potrebbe aprire a diverse ipotesi: dalla conferma dello smontaggio, alla concessione di una proroga, fino all’eventuale autorizzazione alla permanenza stabile.
Nel frattempo, dal punto di vista operativo, la data ultima del 18 gennaio resta quella formalmente valida. Lo smontaggio di un’opera di queste dimensioni e complessità non è un’operazione semplice: richiede il coinvolgimento di più mosaicisti, permessi specifici per l’occupazione del suolo e la logistica, oltre a diversi giorni di lavoro. Un’incertezza che rende difficile anche l’organizzazione pratica di un’eventuale rimozione.
Intanto, il legame tra Il Pavimento e la città continua a rafforzarsi. Durante le settimane natalizie l’opera ha registrato una presenza costante di visitatori, tantissimi i turisti che si sono interessati all’opera e le immagini hanno circolato ampiamente sui social. Anche la partecipazione alle visite guidate è sempre andata oltre le aspettative, segnale di come l’installazione sia stata rapidamente adottata dalla comunità, fino a entrare, di fatto, nel “DNA” urbano.
( L’ultimo appuntamento con Montalbini a Il Pavimento è in programma domani, sabato 10 gennaio alle 18 – prenotazione obbligatoria martedirettivo@gmail.com -) .
In attesa della decisione ufficiale, resta dunque sospesa la domanda che molti cittadini si pongono: Il Pavimento sarà davvero solo un ricordo temporaneo della Biennale o potrà diventare una presenza stabile nello spazio pubblico ravennate? La risposta, a questo punto, è attesa a breve.




