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Guasto risolto, disagi no: scuole superiori senz’acqua e senza autobotti per tutta la mattina
Scrivo in qualità di professoressa di una scuola superiore di Ravenna per segnalare alcune criticità emerse durante l’interruzione della fornitura idrica che ha interessato la città nelle ultime ore.
Prendo atto che il problema tecnico legato alla condotta idrica risulta ora risolto. Tuttavia, ciò che non può essere considerato superato è quanto accaduto nella mattinata di oggi all’interno delle scuole superiori di Ravenna, dove l’acqua è mancata dall’orario di apertura fino alle ore 12.
Praticamente per tutta la mattina i servizi igienici sono rimasti inutilizzabili, con disagi evidenti per studenti, docenti e personale scolastico. Le ricadute più gravi si sono avute, inevitabilmente, sulle persone con disabilità, per le quali la mancanza di acqua rappresenta un ostacolo serio e non secondario alla permanenza a scuola. A fronte di questa situazione, le autobotti annunciate non sono mai arrivate negli istituti superiori, lasciando le scuole prive di qualsiasi soluzione alternativa.
Ritengo che nel momento in cui si è deciso di tenere aperte le scuole, era necessario poter garantire i servizi con le autobotti. Questo, purtroppo, non è avvenuto.
Accanto al problema operativo, desidero evidenziare anche una grave carenza sul piano della comunicazione. In un’emergenza che ha coinvolto un servizio essenziale, perché non è stato attivato il sistema di Alert, già utilizzato in occasione dell’alluvione? Perché l’informazione è stata affidata quasi esclusivamente a Facebook, che non può e non deve essere l’unico canale per le comunicazioni istituzionali, soprattutto in situazioni di emergenza, a cittadini, famiglie e scuole?
Ritengo che episodi come questo non possano essere archiviati semplicemente come “guasti risolti”. Al contrario, dovrebbero rappresentare un’occasione per ripensare le procedure di comunicazione e gestione delle emergenze, soprattutto quando coinvolgono luoghi sensibili come le scuole e incidono sulla quotidianità di centinaia di persone.
Con questa lettera intendo chiedere che vengano fornite risposte chiare su quanto accaduto e che si lavori affinché, in futuro, situazioni analoghe siano affrontate con maggiore tempestività, coordinamento e attenzione alle fasce più fragili della popolazione.
Francesca


