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“Chiudere i centri commerciali nei festivi”: lo chiede Rifondazione Comunista

A quindici anni dalla liberalizzazione totale degli orari commerciali introdotta nel 2011 con il decreto “Salva Italia” del governo Monti, torna al centro del dibattito pubblico una proposta che Rifondazione Comunista sostiene di sostenere da sempre: la chiusura di supermercati e centri commerciali la domenica e nei giorni festivi.

Rifondazione Comunista denuncia da anni che “la liberalizzazione degli orari non ha prodotto alcun beneficio reale, né per l’economia né per i lavoratori. I carrelli restano vuoti perché il problema non è l’orario di apertura, ma il basso potere d’acquisto in un Paese in cui i salari sono tra i più bassi d’Europa. Una situazione che negli ultimi anni è ulteriormente peggiorata a causa dell’aumento dei prezzi e del costo della vita, che ha eroso ancora di più la capacità di spesa delle famiglie. L’unico risultato concreto di quella scelta sbagliata è stato un ingiustificato sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, costretti a lavorare anche nei giorni festivi. La liberalizzazione degli orari è stata un vero e proprio regalo alla grande distribuzione, fatto sulla pelle di chi lavora. Oggi alcuni grandi gruppi chiedono di tornare indietro per difendere i propri profitti, riconoscendo implicitamente l’insostenibilità di un modello fallimentare.”

“Chiudere i centri commerciali la domenica non è una misura ideologica: è una scelta di giustizia sociale, di civiltà e di buon senso” dicono Eliana Ferrari e Stefano Grondona segretaria e segretario di Rifondazione Comunista Emilia-Romagna.