Logo
Residente di via San Martino chiede protezione dalle piene del Marzeno: “Siamo stati abbandonati”
Foto d'archivio

Scrivo da Faenza, abito in via San Martino, 6 alla confluenza tra Lamone e Marzeno, nello storico Mulino dell’Isola.

Scrivo perchè spero di smuovere un po’ le acque in questo periodo preelettorale, non per ricattare qualcuno (il mio voto vale poco) ma con la speranza che i candidati si rendano conto dei problemi reali della nostra città, o almeno di alcune zone di essa.

Dal maggio 2023 la via in cui abito è stata tristemente ignorata dalle autorità; addirittura, nella famosa suddivisione in 6 zone emanata dal Comune, via San Martino non era neppure nominata!

Da allora la situazione è grandemente peggiorata. Se nell’estate 2023 e primavera 2024 ci siamo illusi di potercela fare con le nostre forze, visto che nessuno si è fatto vedere e alle mie richieste si rispondeva che andava tutto bene, dall’alluvione del settembre 2024 ci siamo resi conto dell’impossibilità di vivere in questo modo. Personalmente sono crollata anche emotivamente, perchè 3 alluvioni più altrettanti allarmi rossi (l’ultimo è stato nella giornata di Natale di quest’anno), mi hanno prosciugato di ogni energia e speranza. Ho seguito incontri pubblici in Comune e in Regione e per fare un riassunto chiaro ho capito questo: NON verremo delocalizzati perchè non tutta la nostra abitazione è inagibile, anche se in gran parte lo è e il resto versa in condizioni indicibili, ma non ci è stato presentato NESSUN PROGETTO di DIFESA dalle piene del Marzeno. Siamo quindi ABBANDONATI a noi stessi, come se non fossimo cittadini italiani che rispettano la legge, partecipano alle votazioni  e pagano le tasse.

Al giorno d’oggi vengono trattati meglio gli animali di noi!

Non chiediamo chissà cosa, ma solo di poter vivere in una casa sicura, come penso sia il desiderio della maggior parte della popolazione.

Io continuo a telefonare, chiedere appuntamenti e ho anche contattato alcuni professionisti seri per avere un aiuto: ebbene non ci crederete ma l’ingegnere con cui avevo parlato, è stato chiamato a sua volta da qualcuno in Comune che gli ha detto di non fare niente, di lasciare perdere tutto!

Ma cosa devo fare? Per favore venite a vedere la situazione, oppure parlatene il più possibile sperando che qualcuno si degni di smuovere un po’ le acque.

Novella Laghi