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Dopo Crans-Montana, parla il comandante dei Vigili del Fuoco di Ravenna: “Il rischio è sempre dietro l’angolo”

Dopo quanto accaduto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, l’attenzione torna alta sul tema della sicurezza nei locali pubblici, anche in vista dell’estate. Su controlli, prevenzione e responsabilità abbiamo sentito Antonio Petitto, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Ravenna. Un confronto sui rischi più frequenti, sulle criticità da evitare e sull’importanza di una corretta gestione della sicurezza, nei locali chiusi come negli spazi all’aperto.

Qual è oggi il ruolo dei Vigili del Fuoco nella sicurezza dei locali pubblici e degli eventi aperti al pubblico?

“I Vigili del Fuoco operano principalmente sul fronte della prevenzione incendi, verificando che locali ed eventi rispettino le condizioni di sicurezza antincendio previste. I controlli riguardano soprattutto i locali di pubblico spettacolo e vengono svolti sia direttamente dal Comando sia dalle Commissioni comunali e provinciali di vigilanza, unitamente ai previsti componenti dei Comuni, AUSL, Questura e Prefettura, sia in fase di progettazione che ai fini dell’agibilità. I riferimenti sono il quadro normativo di prevenzione incendi vigente e le linee guida per i  grandi eventi e manifestazioni all’aperto, quest’ultime emanate dopo i fatti di Piazza San Carlo a Torino nel 2017, quando il panico scatenato dall’uso di spray urticante provocò una calca con oltre 1.600 feriti e tre vittime.”

Quali sono i requisiti fondamentali prima dell’apertura di un locale?

“Prima dell’apertura vengono effettuati sopralluoghi per verificare che quanto previsto in fase progettuale sia stato realizzato. Oltre a strutture e impianti, l’aspetto decisivo resta la gestione dell’emergenza, che fa la differenza durante l’attività.”

Di chi è la responsabilità finale della sicurezza?

“La responsabilità è del gestore del locale, che deve garantire addetti antincendio e un piano di emergenza, tutelando tutte le persone presenti, comprese quelle con difficoltà di mobilità. La formazione è centrale e, negli eventi con grande affluenza, le linee guida prevedono indicazioni di sicurezza rivolte anche al pubblico. Un esempio positivo arriva proprio da Ravenna: in una multisala cinematografica, prima della proiezione del film, vengono fornite indicazioni di sicurezza al pubblico. Un’iniziativa semplice, ma efficace.”

Con l’estate e l’aumento di eventi all’aperto, cambiano i rischi?

“Le regole restano le stesse, ma cambiano i rischi. Nei locali chiusi i pericoli principali sono fumo e gas; all’aperto, come negli stabilimenti balneari, il rischio maggiore è il sovraffollamento, che può rendere critiche le fasi di uscita in caso di panico.”

Nel territorio ravennate, di che numeri stiamo parlando in termini di controlli e sopralluoghi?

“Non esiste un numero standard. Alla presentazione della SCIA di inizio attività segue una verifica (vie di esodo e uscite di sicurezza; impianti; materiali; piano di emergenza; capienza autorizzata). A questi si aggiungono controlli a campione e quelli delle Commissioni di vigilanza. Non esiste però l’obbligo di controllare ogni locale ogni anno. I locali di pubblico spettacolo nella provincia di Ravenna sono comunque monitorati, trattandosi in gran parte di strutture attive da anni. Dopo gli eventi accaduti in Svizzera è stata emanata una circolare dal Dipartimento datata 15 gennaio, che stiamo trasmettendo a tutti i sindaci della provincia, agli ordini e ai collegi professionali. È probabile che ci sia un rafforzamento dei controlli, anche in coordinamento con la Prefettura, soprattutto sui locali che non vengono verificati da più tempo.”

Quali sono le criticità più frequenti e quelle più gravi?

“Le irregolarità più comuni riguardano la gestione dell’emergenza e il rispetto della capienza autorizzata. Proprio il sovraffollamento, aggravato da uscite di sicurezza ostruite – ad esempio da auto parcheggiate all’esterno – e da personale non adeguatamente preparato, rappresenta invece la criticità più pericolosa. Anche modifiche temporanee agli allestimenti o l’uso di spray urticanti possono generare panico, pur in assenza di un incendio, con conseguenze potenzialmente tragiche. Va inoltre considerato che è molto difficile effettuare controlli sistematici durante l’orario notturno di apertura dei locali, anche per limiti numerici e operativi e i controlli tecnici vengono svolti generalmente quando i locali sono vuoti per poter effettuare anche delle prove sui presidi antincendio predisposti.”

Cosa l’ha colpita della tragedia a Crans-Montana?

“Due aspetti. Il primo è l’assenza totale di gestione dell’emergenza: il personale presente avrebbe potuto e dovuto intervenire subito, anche con un estintore, interrompendo la musica e facendo evacuare il locale. Il secondo è la scarsa percezione del rischio da parte delle persone presenti, che dalle immagini appare evidente. Per questo il Comando dei Vigili del Fuoco di Ravenna investe sulla sensibilizzazione: al progetto rivolto alle scuole “Acqua è vita” sul rischio alluvione si affiancheranno presto anche iniziative dedicate al rischio incendio. In occasione del 27 febbraio, prima ricorrenza ufficiale dell’istituzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sarà allestito un percorso dimostrativo sugli effetti di fumo e gas negli ambienti di vita, comprese le discoteche. Aumentare la consapevolezza del rischio può significare salvare vite.”