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Sicurezza a Ravenna, parla l’assessore Fusignani: “Preoccupazione sì, emergenza no”

Il tema sicurezza resta al centro del dibattito pubblico a Ravenna. Alcuni episodi di cronaca recente, in particolare nell’area della stazione ferroviaria, Giardini Speyer e in centro storico, hanno riacceso l’attenzione dei cittadini e alimentato interrogativi sulla tenuta della città e sulla capacità di risposta delle istituzioni.

In questo contesto si inseriscono le parole del vicesindaco e assessore alla Sicurezza Eugenio Fusignani, che fa il punto sulla situazione evitando letture emergenziali ma senza negare l’esistenza di criticità. Un approccio che richiama alla necessità di analizzare i fatti con lucidità, distinguendo tra singoli episodi e il quadro complessivo, e che ribadisce il ruolo del Comune all’interno di una cornice politica e normativa precisa, in costante dialogo con Prefettura e Forze dell’Ordine.

Per Fusignani, la sicurezza va affrontata con attenzione, metodo e capacità di reazione, senza minimizzare ciò che accade ma neppure trasformare le criticità localizzate in un racconto di allarme generalizzato sulla città.

Secondo l’assessore, la sicurezza è un problema serio che riguarda l’intero Paese e anche una città come Ravenna. “Per le dimensioni della città, non bisogna solo parlare di quello che succede, ma anche di quello che si è fatto, di quello che si fa e soprattutto di quello che si può fare – aggiunge –. Non parlo solo delle amministrazioni, parlo del sistema della sicurezza nel suo insieme, dello Stato e di tutti gli attori coinvolti. A Ravenna c’è un confronto continuo  tra Comune e Prefettura, ergo con tutto il sistema della sicurezza e dell’ordine pubblico che è una prerogativa esclusiva dello Stato”.

“Chi pensa di arrivare a zero episodi è fuori strada: nella società ci saranno sempre fatti critici. L’importante è avere la capacità di reazione e non sottovalutare mai ciò che accade”, evidenzia l’assessore.

Fusignani sottolinea l’importanza di valutare sempre le capacità operative, i limiti imposti dalle leggi e dalle normative: “Mai minimizzare, nessuno lo ha mai fatto, a partire da me stesso. I fatti esistono, ci sono e ci saranno sempre. Non vanno né minimizzati né ingigantiti, ma catalogati correttamente. Se non si fa una diagnosi precisa della situazione, si rischia di sbagliare le scelte e gli interventi successivi”.

“Quando si dice che Ravenna è una città sicura – prosegue – non significa che qui non accada nulla. La sicurezza è relativa: rispetto a cosa o rispetto a chi? Ci sono zone più critiche di altre, con fenomeni preoccupanti, ma da questo a trasformare l’intera comunità in una città a rischio ce ne passa. La nostra è preoccupazione, attenzione e dialogo continuo. Ma non c’è emergenza”.

L’assessore ricorda anche la collaborazione costante con la Prefettura e con tutto il sistema della sicurezza: “Io sono in questo ruolo dal luglio 2016 e da allora c’è un confronto continuo, nei limiti istituzionali e di legge, con tutte le istituzioni competenti. Siamo in una società è complessa, ma questo non significa vivere in una comunità fuori controllo”.

Fusignani evidenzia infine l’efficacia degli interventi delle forze dell’ordine: “Basta guardare alle operazioni recenti della Polizia Locale, così come di Polizia di Stato e Carabinieri: pochi minuti o poche ore dopo un fatto, la situazione viene risolta. Si tratta di azioni concrete, non di dichiarazioni. La sicurezza funziona se viene affrontata con metodo, collaborazione e conoscenza della realtà, non con allarmismi”.