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Unità dei lavoratori e delle lavoratrici del Porto, condizione per vincere la battaglia contro il traffico delle armi

Il PRC condivide le ragioni della mobilitazione dello sciopero contro il traffico di armi nei porti prevista per il 6 febbraio.

Siamo solidali con tutti i lavoratori e le lavoratrici che decideranno di aderire allo sciopero. Allo stesso tempo pensiamo che le forme di mobilitazione debbano ricercare testardamente la più ampia unità nella loro organizzazione – come in più occasioni ha sollecitato il Comitato Autonomo Portuale – in primis con i lavoratori, le lavoratrici e le loro rappresentanze.

In una fase come questa è per noi fondamentale non dividere il movimento dei lavoratori del porto di Ravenna costituitosi proprio per evitare il passaggio di armi nel nostro porto.

Invitiamo anche il nostro Sindaco, ad inserire, al più presto possibile, come da lui promesso, una clausola di salvaguardia all’interno del codice etico di SAPIR che vieti il transito di armi nel nostro porto.

Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Ravenna