Incontri della società civile ravennate impegnata nel no alla riforma Nordio-Meloni della giustizia
La società civile ravennate impegnata nel no alla riforma Nordio-Meloni della giustizia e della magistratura e che chiede di votare no al referendum del 22 e 23 marzo, fra 50 giorni, organizza una serie di incontri in tutta la provincia.
Si parte martedì 3 febbraio alle ore 18:00 alla Sala Zaccaria Facchini di Via Saffi 4 a MASSA LOMBARDA. All’incontro intervengono: Maria Paola Patuelli, del Direttivo Nazionale Salviamo la Costituzione, e Roberto Riverso, ex Magistrato.
Mercoledì 4 febbraio alle ore 20:30 ad ALFONSINE (Palazzo Marini, Via Roma 10) incontro sul no a cui intervengono: Andrea Valentinotti, Avvocato e componente del Comitato Giusto Dire NO di Bologna, Nicoletta Rambelli Presidente della sezione ANPI di Alfonsine, Elena Orlandi, Magistrata presso il Tribunale di Ravenna, Renzo Savini, Presidente provinciale dell’ANPI di Ravenna e Ada Assirelli Segreteria provinciale dello SPI CGIL Ravenna.
Venerdì 6 febbraio alle ore 20:30 è in programma un incontro a RAVENNA alla Sala Ragazzini di Largo Firenze, con interventi di Carlo Garavini, coordinatore di Libera Ravenna, Maria Paola Patuelli, del Direttivo Nazionale Salviamo la Costituzione, Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, Corrado Schiaretti, Magistrato presso il Tribunale di Ravenna e Andrea Valentinotti, Avvocato e componente del Comitato territoriale di Bologna “Giusto dire NO”.
Sabato 7 febbraio alle ore 10:00 a RUSSI (Sala Ravaglia di Via Cavour, 21) è in programma un’iniziativa a cui intervengono Maria Paola Patuelli, del Direttivo Nazionale Salviamo la Costituzione, Roberto Riverso, ex Magistrato e Andrea Valentinotti Avvocato e componente Comitato Giusto dire NO di Bologna.
Infine giovedì 12 febbraio alle ore 20:30 l’ANPI di Ravenna organizza alla Sala Ragazzini di Largo Firenze a RAVENNA l’incontro sulle ragioni del NO con Gherardo Colombo, già Magistrato di Mani Pulite.

NUOVE FIRME AL DOCUMENTO PER IL NO – NOI “GENTE” DI ROMAGNA
Piegare la Magistratura? Dividerla e colpirne l’autonomia? Diciamo NO!
Siamo “gente” di Romagna, qui nata o qui operosa, nell’insegnamento, nella ricerca, nel sociale, nella cultura, nell’arte, nell’esercizio delle leggi, e sempre nel rispetto della Costituzione.
Siamo eredi di una storia che viene da lontano. Dalla Repubblica Romana, la pagina più alta del nostro Risorgimento. Dalle grandi stagioni della solidarietà cooperativa per la dignità della vita e del lavoro. Dalla Resistenza antifascista di donne e uomini. Dal primato, in Italia, di votanti per la Repubblica, il 2 giugno del 1946, e di votanti, in Europa, nel 1979, per il primo Parlamento europeo.
Saremo chiamati, nella prossima primavera, ad un referendum per approvare, o meno, una controriforma della Giustizia, approvata recentemente senza alcuna possibilità di discussione in Parlamento. Prendere o lasciare, Sì o No. Un Parlamento umiliato, e non è la prima volta. Sta, in realtà, diventando una tradizione, di fatto anticostituzionale, il trasformare il Parlamento in ufficio notarile di volontà maturate altrove. E’ una deriva da respingere, da interrompere. Parlamento ai margini, Governo al centro, Magistratura ai margini. Era nel programma di governo di chi sta governando. E siamo in dirittura d’arrivo.
La controriforma intende togliere alla Magistratura la sua autonomia e indipendenza, che la nostra Carta sancisce in modo rigoroso. Solo se i poteri sono tre – legislativo, esecutivo, giudiziario – e autonomi nel loro ordine, una democrazia può considerarsi non autoritaria. A chi giova una Magistratura controllata e guidata dai governi, qualunque sia il colore di turno? A chi giova un Presidente della Repubblica indebolito, marginalizzato, che non risponde più esclusivamente alla Costituzione, come vollero nel 1948 Madri e Padri Costituenti, che da una dittatura erano appena usciti?
Giova a chi ha una concezione verticale del potere, e non giova alla cittadinanza. La cittadinanza aspetta, a ragione, tempi di giustizia ragionevoli, possibilmente veloci. Non altro. Ma la controriforma di Nordio – parole sue – non serve per nulla a risolvere tempi lunghi dovuti a insufficienza di personale e di mezzi, come ANM denuncia da tempo immemorabile. Serve a chi alla Magistratura vuole dare ordini. Come voleva Gelli, nel suo Piano di rinascita. Di nuovo, sono parole dette da Nordio. Aggiungiamo. Quale rinascita? La rinascita di una Italia estranea ai valori costituzionali di uguaglianza, di giustizia e di libertà.
Possiamo, se vogliamo, noi cittadine e cittadini, impedire questo scempio costituzionale.
La Magistratura ha già dato vita a un proprio autonomo Comitato referendario per il NO, al quale alcune e alcuni di noi hanno già aderito. A breve sarà fondato un Comitato referendario della società civile, espressione della propria ricchezza di impegno civico attivo e plurale. Sarà un Comitato nazionale con diramazione nei vari territori della Repubblica.
Intendiamo assicurare, fin d’ora, la nostra partecipazione a sostegno di ogni azione, culturale e associativa, che si impegni per un chiaro NO al referendum della prossima primavera.
Ci impegniamo a sostenere un lavoro di informazione, discussione, approfondimento, in modo capillare, ovunque sia possibile.
- Anna Albonetti Cesena
- Martino Albonetti Faenza
- Vincenzo Andreucci Cesena
- Maria Gabriella Argnani Forlimpopoli
- Antonella Baccarini Faenza
- Giuseppe Bellosi Fusignano
- Pier Giorgio Carloni Ravenna
- Thomas Casadei Forlimpopoli
- Nevio Casadio Cotignola
- Alberto Giorgio Cassani Ravenna
- Davide Conti Forlì
- Mauro Conti Lugo
- Annalisa Furia Ravenna
- Carlo Garavini Ravenna
- Rino Gennari Alfonsine
- Elda Guerra Lugo
- Nicoletta Guidobaldi Ravenna
- Stefano Kegljevic Ravenna
- Marina Mannucci Ravenna
- Sauro Mattarelli Ravenna
- Lea Melandri Fusignano
- Fulvia Missiroli Ravenna
- Ivan Morini Ravenna
- Paola Morigi Ravenna
- Marco Martinelli Ravenna
- Gianluigi Melandri Bagnacavallo
- Ermanna Montanari Ravenna
- Ileana Montini Cervia
- Piera Nobili Ravenna
- Marcella Nonni Ravenna
- Franco Paris Faenza
- Maria Paola Patuelli Ravenna
- Francesco Pertegato Alfonsine
- Rosa Giovanna Piaia Ravenna
- Giovanni Piccinelli Cervia
- Stefania Polidori Forlì
- Valeria Saragoni Russi
- Aldo Savini Lugo
- Serena Simoni Ravenna
- Raffella Sutter Ravenna
- Carlo Sorgi Forlì
- Piero Tamburini Bagnacavallo
- Mariarosa Venturi Solarolo
- Maurizio Viroli Forlimpopoli
- le nuove firme all’appello Noi “gente” di Romagna per il NO: Carla Babini, Luisa Babini, Gianluca Baccarini, Roberto Baccarini, Carla Baroncelli, Romano Boldrini, Guido Ceroni, Bettina Chiadini, Ombretta Cortesi, Nicola Dalmonte, Barbara Domenichini, Paolo Gambi, Valentina Giunta, Andrea Maestri, Daniele Morelli, Giancarlo Schiano, Ilario Farabegoli, Giuseppe Masetti, Loretta Masotti, Maurizio Masotti, Claudio Mattarozzi, Angelo Morini, Giovanni Paglia, Renata Patricelli, Enzo Savini, Elsa Signorino, Nicola Staloni, Rita Spada, Ilaria Tarozzi, Manuela Trancossi, Alessio Vacchi, Roberto Valgimigli, Gianluca Zannoni, Maura Zavaglini.
- Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e la sindaca di Russi Valentina Palli hanno sottoscritto l’appello di sindaci italiani per il NO.


