Interventi post alluvione
|Da Intesa San Paolo quattro milioni di euro per il post alluvione: due serviranno per la messa in sicurezza dei fiumi della Provincia di Forlì-Cesena
La prima metà era stata destinata nel 2023 a Faenza, Lugo, Forlì e Cesena, le città maggiormente colpite dall’alluvione. Il protocollo che garantirà l’investimento nelle nuove opere di sicurezza è stato firmato questa mattina
Due milioni per opere di prevenzione sui fiumi del territorio per progettare casse di espansione e altri sistemi idraulici che possano dare più sicurezza al territorio. La cifra fa parte dei quattro milioni che la banca Intesa Sanpaolo aveva erogato liberamente nel 2023 per far fronte all’alluvione e alle altre calamità che avevano colpito la Romagna, affidandoli alla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì che ha avuto il compito di decidere come destinarli in progetti.
Nello specifico i primi due milioni di euro messi a disposizione da Intesa Sanpaolo sono stati destinati a sostegno ai nuclei familiari di Faenza colpiti dall’alluvione del settembre 2024 (500.000 euro), al restauro del teatro Rossini di Lugo (400.00 euro), al restauro del Seminario vescovile di Forlì, del patrimonio librario della Diocesi e sostegno Caritas (350.000 euro), come rimborso alle famiglie dei centri estivi convenzionati della città di Forlì (150.000 euro), alla restituzione di una sede al gruppo Scout del quartiere Romiti di Forlì (100.000 euro) e alla ricostruzione della pista ciclopedonale del Savio a Cesena (500.000 euro).
I restanti due milioni sono stati invece riservati ad attività tecniche di studio e progettazione degli interventi di mitigazione del rischio di alluvioni nel reticolo idrografico del territorio della Provincia di Forlì-Cesena. A tale scopo la Fondazione ha questa, un protocollo d’intesa con la Regione Emilia Romagna che prevede l’affidamento all’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile di dette attività, che riguarderanno nello specifico: l’ottimizzazione della capacità di laminazione del Fiume Montone a monte di Forlì (600.000 euro), l’ottimizzazione della capacità di laminazione del Torrente Ronco a monte di Forlì (600.000 euro), la definizione dell’assetto di progetto e le attività tecniche di studio e di progettazione per la sistemazione idraulica dei torrenti Bevano, Rubicone e Pisciatello (200.000 euro) e l’ottimizzazione della capacità di laminazione del Fiume Savio a monte di Cesena (600.000 euro).
“Il protocollo che sigliamo oggi con la Regione Emilia Romagna rappresenta un passo concreto nella risposta a un’emergenza che ha profondamente segnato il nostro territorio – dichiara Maurizio Gardini, presidente della Fondazione di Forlì Maurizio Gardini -. Attraverso questo accordo traduciamo la solidarietà in azioni strutturali, investendo in studio, prevenzione e sicurezza idraulica. È un impegno condiviso che unisce istituzioni nazionali, regionali e locali, sistema bancario e delle fondazioni e comunità territoriali con l’obiettivo di ricostruire, prevenire e ridurre il rischio di ulteriori calamità naturali in un territorio idrogeologicamente fragile, guardando con responsabilità al futuro della Romagna”.
Oltre ai quattro milioni di Intesa San Paolo, la Fondazione di Forlì ha coordinato l’assegnazione di altri, 2,9 milioni di euro per interventi di ripristino su tutto il territorio colpito dall’alluvione messi a disposizione da ACRI, CRT, Cariplo, Compagnia Sanpaolo, Consulta regionale delle Fondazioni del Piemonte e Liguria e Fondazione Cariparo.
“Sin dagli eventi del maggio 2023 abbiamo attivato in modo tempestivo ogni mezzo a nostra disposizione per essere vicini alla cittadinanza e alle imprese della Romagna, territorio cui il Gruppo è particolarmente legato in virtù di una presenza storica e radicata – ha sottolineato Paolo Grandi, Consigliere di Amministrazione di Intesa Sanpaolo -. Accanto alle nostre misure dirette a sostegno di famiglie e attività produttive, abbiamo ritenuto doveroso intervenire anche con una erogazione liberale di quattro milioni di euro poiché, attraverso l’azione della Fondazione CR Forlì, dalla fase dell’emergenza si passasse prima possibile a quella della ripartenza. Gli interventi messi in campo, e quelli previsti nell’ambito del protocollo siglato stamane, sono l’ulteriore riprova dell’attenzione di Intesa Sanpaolo a tutte le componenti dei nostri territori, il cui tessuto economico e sociale forte e coeso rappresenta uno dei maggiori e più preziosi punti di forza del Paese”.
Inizia quindi la fase di prevenzione delle zone colpite dall’alluvione e per rendere il territorio ancora più sicuro, la Regione avrà un miliardo di euro già stanziato dal Governo che verrà versato dal 2027 al 2038, ma come ha affermato il presidente Michele de Pascale, l’Emilia Romagna ha deciso di anticiparli, tanto che i primi progetti diventeranno cantieri già nel 2026. “L’alluvione del maggio 2023 ha lasciato un segno profondo sulla nostra terra, colpendo duramente interi territori della nostra regione – ha ricordato de Pascale – ma di fronte a quella devastazione, è emersa con forza la capacità di fare rete, di unirsi nella solidarietà. La sinergia tra istituzioni, fondazioni, imprese e società civile si è rivelata determinante nei momenti più difficili e quando ciò accade, vuole dire che ogni euro vale doppio. La firma del protocollo di oggi ne è una testimonianza concreta: lavorare insieme non solo per rispondere all’emergenza, ma per investire nella prevenzione, attraverso studi e progetti che rafforzino la sicurezza idraulica dei nostri territori e tutelino il futuro delle nostre comunità. Intervenire a monte su alcuni fiumi permette di avere benefici nelle città, in pianura e nelle coste ed è un grande aiuto per tutta la Romagna”.

Le eccezionali precipitazioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel maggio 2023 hanno rappresentato un evento senza precedenti nella serie storica recente. Nei primi 17 giorni del mese furono registrati 221,40 mm di pioggia, superiore di oltre il 230% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Nei bacini dell’Idice-Savena, Quaderna-Gaiana, Sillaro, Santerno, Senio, Lamone-Marzeno, Montone-Rabbi, Ronco e Savio, le piene hanno causato numerose esondazioni e rotture arginali, con estesi allagamenti che hanno interessato ampie porzioni della pianura, dal bolognese al cesenate. Accanto alle criticità idrauliche, l’evento alluvionale generò un fenomeno franoso di dimensioni eccezionali: oltre 56.000 frane censite, spesso localizzate lungo la viabilità, con più di 2.900 aziende agricole che hanno denunciato perdite sui propri terreni.
A fronte di questo scenario, la Regione Emilia-Romagna ha avviato da subito un ampio programma di interventi per il ripristino e la messa in sicurezza del territorio: oltre 1.200 interventi complessivi per un valore di circa 1,5 miliardi di euro, attuati dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, dall’Agenzia interregionale per il fiume Po e dai Consorzi di bonifica, di concerto con il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale che ha coordinato la risposta all’alluvione, dichiarando lo stato di emergenza, stanziando fondi immediati, inviando colonne mobili e gestendo i contributi di prima necessità per le famiglie colpite.
In questo contesto si è inserita anche l’azione della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che ha immediatamente attivato un fattivo confronto con gli attori istituzionali, sociali e del terzo settore, anche a nome dell’intero sistema delle Fondazioni e delle maggiori istituzioni bancarie italiane, mettendo immediatamente a disposizione di tutti i Comuni del comprensorio di riferimento, 1,6 milioni di euro per progetti urgenti di ripristino della viabilità e della messa in sicurezza dei tratti di strada danneggiati dalle frane e per interventi di ripristino delle sedi e sostituzione delle attrezzature danneggiate delle realtà del terzo settore.
“L’alluvione del 2023 e 2024 ha rappresentato un evento di portata eccezionale, che ha modificato in modo significativo la percezione della sicurezza dei territori e le modalità con cui ne assicuriamo gestione e tutela – ha evidenziato l’ingegner Fabrizio Curcio, Commissario straordinario per la ricostruzione post-alluvione in Emilia-Romagna, Toscana e Marche- L’esperienza maturata conferma che ogni intervento richiede un approccio multidisciplinare e multilivello, nel quale ciascun attore è chiamato a contribuire in modo coordinato.
In questo quadro, il rapporto tra settore pubblico e privato assume un valore crescente. L’incontro odierno e la firma del protocollo d’intesa tra Fondazione e Regione, resi possibili anche grazie all’erogazione liberale di Intesa Sanpaolo, rappresentano un esempio concreto di collaborazione efficace. Quando ogni componente istituzionale, sociale ed economica svolge la propria parte in maniera coerente, si rafforza innanzitutto la fiducia delle comunità e si creano le condizioni necessarie per procedere con continuità nell’attuazione delle azioni programmate”.
Presenti al momento della firma dell’Intesa c’erano i sindaci dei comuni coinvolti nella donazione, Roberto Cavallucci, vice presidente della Provincia di Forlì-Cesena, monsignor Livio Corazza, vescovo della diocesi di Forlì-Bertinoro e il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, che ha dichiarato “con questo protocollo le persone potranno essere più sereni, perché i fiumi saranno messi in sicurezza. Sono contento perché si inizia a lavorare di comune accordo ed è il modo migliore per raggiungere risultati in poco tempo e per il bene dei cittadini”.


