Conti (Lega Faenza): “I sindacati non devono entrare nelle scuole come soggetto “docente”
La scuola pubblica deve rimanere un luogo di formazione libera, pluralista e rispettosa di tutte le sensibilità. È un principio fondamentale, che riguarda prima di tutto i nostri ragazzi, le loro famiglie e la credibilità dell’istituzione scolastica.
La scuola non è il luogo dove un sindacato deve entrare, durante l’orario di lezione, come soggetto “docente” non per pregiudizio, ma per un principio di buon senso: un sindacato non è neutrale. Un sindacato rappresenta una parte, una visione, una linea culturale e politica precisa. È legittimo, ma non è terzietà.
Parlare di lavoro, diritti e futuro professionale degli studenti è importante e necessario, ma va fatto nel modo corretto: se l’obiettivo è spiegare cos’è un contratto di lavoro, quali sono i diritti e i doveri, come funziona il sistema previdenziale, un sindacato o cosa significa essere assunti, allora la figura più adeguata è quella di un consulente del lavoro o di un professionista qualificato. Figure tecniche, indipendenti, capaci di fornire informazioni complete e imparziali. Non un’organizzazione sindacale. Punto.
Il nodo centrale non è la libertà di espressione dei sindacati, che resta pienamente garantita nella società democratica, ma il contesto scelto per questo intervento:
Ciò che riteniamo più grave non è la presenza di un sindacato in sé, ma il fatto che l’incontro si sia svolto in orario curricolare, con una partecipazione di fatto obbligatoria per gli studenti e senza alcun pluralismo. Un solo soggetto, nessun confronto, nessuna pluralità di voci.
In questo modo si rischia di spostare l’intervento dal piano educativo a quello ideologico, anche se presentato come semplice “informazione”. Ed è proprio questo che una scuola pubblica deve evitare.
I sindacati hanno tutto il diritto di organizzare open day, incontri informativi e momenti di approfondimento nelle proprie sedi o in orari extra-scolastici, rivolti agli studenti su base volontaria. Questo è il contesto giusto. La scuola, invece, deve restare un luogo di equilibrio, non di iniziative unilaterali
Difendere la neutralità della scuola significa tutelare la libertà di pensiero dei ragazzi, il ruolo educativo degli insegnanti e il diritto delle famiglie a un’istruzione non condizionata. È una battaglia di rispetto, non di appartenenza politica.
Lo afferma Roberta Conti, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Faenza, intervenendo in merito alla presenza oggi della CGIL, durante l’orario scolastico, presso un liceo cittadino.


