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Fusignani (PRI ER): “Meloni, che annunciava il “blocco navale”, dirotta la ventiquattresima nave ONG al porto di Ravenna”

Prendo positivamente atto della posizione espressa dal presidente Michele de Pascale sull’ipotesi di apertura di un Centro per i Rimpatri (Cpr) in Emilia-Romagna. La disponibilità a confrontarsi con lo Stato per individuare strumenti efficaci nella gestione dei flussi migratori e garantire l’effettiva espulsione di soggetti realmente socialmente pericolosi rappresenta un atto di responsabilità istituzionale.

Il dibattito su questi temi non può ridursi a slogan ideologici né alla contrapposizione artificiale tra sicurezza e diritti. Allo stesso tempo, è evidente che il Governo abbia scelto un’impostazione fortemente securitaria, inserendo nel Ddl Immigrazione misure che riprendono il cosiddetto “blocco navale”. Una linea che merita un confronto serio, non polemiche pregiudiziali.

Non sfugge, tuttavia, la contraddizione tra annunci e realtà: mentre con una mano la presidente Meloni annunciava trionfalmente il “blocco navale”, con l’altra veniva dirottata la ventiquattresima nave ONG al porto di Ravenna per lunedì 16 febbraio. Segno tangibile che, al di là di slogan da campagna elettorale permanente, il fenomeno migratorio è strutturale e complesso e non si governa con formule simboliche.

Come repubblicani riteniamo che sicurezza, legalità e diritti fondamentali non siano in conflitto, ma debbano essere governati insieme, con strumenti trasparenti e controlli rigorosi. È questa la rotta della sinistra democratica europea e del centrosinistra riformatore che il PRI rappresenta.

Il compito delle forze della sinistra democratica è esercitare un confronto franco con il Governo, senza subalternità ma anche senza chiusure ideologiche, affinché le misure necessarie per affrontare un problema reale non si traducano in una deriva esclusivamente securitaria, priva di una visione complessiva ed europea.

I Cpr, se regolati da standard chiari e rigorosi, possono contribuire a rendere effettive le espulsioni di chi costituisce un reale pericolo sociale. È altrettanto indispensabile investire nell’integrazione di chi è regolare e respingere chi rappresenta un rischio concreto per la legalità, evitando di rafforzare reti di criminalità e situazioni di illegalità diffuse.

Parallelamente, occorre rafforzare la gestione ordinaria dei flussi, la prevenzione e la collaborazione tra Stato, Regioni e Comuni, nella consapevolezza che il fenomeno migratorio non riguarda la sola Italia ma l’intera Europa.

Eugenio Fusignani, Segretario regionale PRI Emilia-Romagna