Mister Andrea Mandorlini torna nella sua Ravenna: “Non è stata una scelta facile, ma sono entusiasta”
Sabato 14 febbraio, alla vigilia dello scontro casalingo al Benelli contro la Juventus Next Gen, il Ravenna FC ha presentato ufficialmente il nuovo allenatore Andrea Mandorlini. Lo storico personaggio ravennate è chiamato a guidare la squadra dopo la decisione della società di interrompere il rapporto con Marco Marchionni. Una conferenza stampa dai toni sinceri, segnata dai molti ringraziamenti e dalla volontà di dare una svolta a una stagione che, nonostante l’ultimo periodo negativo, resta comunque positiva sul piano della classifica (i giallorossi sono secondi, sebbene a -10 dalla capolista Arezzo).
A prendere per primo la parola è stato il direttore sportivo Davide Mandorlini che ha voluto chiarire subito il senso della scelta: “Ci tengo molto a ringraziare Marco Marchionni e tutto il suo staff per quello che hanno realizzato. Abbiamo fatto tantissimi punti, tante soddisfazioni e non è stata una scelta facile”, ha spiegato il direttore sportivo, sottolineando come la decisione sia maturata dopo un periodo complicato: “La prestazione di giovedì a Terni è stata molto negativa e abbiamo deciso di cambiare, cercando una scossa per interrompere un trend che si era creato nell’ultimo periodo”. Non si tratta, secondo il dirigente, di un problema esclusivamente tecnico: “È stata più un’evoluzione generale, anche di spirito. Quando le cose non vanno bene, purtroppo in questo sport solitamente è l’allenatore che paga. Non c’è stato nulla di personale con Marchionni, solo questioni lavorative”.

La scelta di affidarsi ad Andrea Mandorlini nasce dalla conoscenza diretta del suo percorso e del suo modo di lavorare. “È un allenatore che tutti conosciamo, so come lavora e credo sia quello che ci può servire in questo momento”, ha aggiunto il figlio Davide, precisando che la decisione è stata “ponderata e condivisa da tutta la società”, nonostante le difficoltà di una scelta che coinvolge anche aspetti familiari (oltre al figlio Davide in organico c’è anche Matteo, centrocampista).
L’intervento del nuovo tecnico è stato segnato dall’emozione del ritorno. “Non ci credevo, è arrivata una telefonata molto tardi, mentre ero in Romania”, ha raccontato. “Tanti anni sono passati, ma tornare a casa è motivo di orgoglio e ci rende ancora più responsabili”. Mandorlini ha spiegato di conoscere già l’ambiente e diversi giocatori, ma anche di aver bisogno di tempo per entrare realmente nel lavoro quotidiano: “Un conto è vedere le partite, un conto è toccare con mano. Abbiamo fatto un allenamento oggi ed è stato il primo approccio”.
Il tecnico ha più volte ribadito che la priorità non è il modulo ma l’atteggiamento della squadra. “Un’idea ce l’ho, però parlare ora di moduli è prematuro. La cosa fondamentale è il contatto diretto con i giocatori, vivere gli allenamenti e costruire da lì”. Sulla filosofia di gioco preferisce restare cauto: “Mi piace un certo tipo di calcio, ma servono caratteristiche precise e questo lo vedremo insieme nel tempo”.

Il discorso si è poi spostato sugli obiettivi stagionali, con la società che non intende arretrare le ambizioni. “Finché la matematica non ci condanna proveremo ad arrivare più in alto possibile”, ha detto Davide Mandorlini, ricordando come il campionato abbia ancora molte variabili e come i play-off rappresentino “un altro campionato”. Il direttore sportivo ha individuato diverse cause del recente calo: “Gli infortuni hanno inciso, la pressione è cambiata, le aspettative sono cresciute. Non c’è un unico fattore, ma in questi casi bisogna provare a cambiare qualcosa”.
Anche il nuovo allenatore ha insistito sul valore del percorso fatto finora dalla squadra. “Rimane quello che è stato: un secondo posto importante e un campionato di livello. Bisogna dare merito a chi ha lavorato prima”, ha sottolineato, evitando confronti con il passato e concentrandosi sul presente. L’approccio, almeno nelle prime settimane, sarà pragmatico: “Dobbiamo pensare a lavorare, crescere e migliorare. Poi vedremo dove saremo”.
Il debutto arriva subito con una sfida impegnativa, ma Mandorlini ha chiesto ai suoi soprattutto coraggio e identità.”È una partita difficile, ma non dobbiamo guardare in faccia nessuno. In casa dobbiamo far sentire il valore del nostro campo”. La parola chiave resta entusiasmo: “Spero di trasmettere spirito ai ragazzi, perché senza entusiasmo questo sport diventa difficile”.
Tra i passaggi più personali della conferenza c’è stato anche il riferimento al forte legame familiare con il club. “È una situazione particolare, difficile da spiegare. Erano bambini (Andrea si riferisce ai suoi figli) quando io allenavo, adesso i ruoli si sono un po’ ribaltati”, ha raccontato sorridendo, definendo il momento “un ciclo che continua”.
Sul piano operativo, lo staff tecnico rimarrà in gran parte invariato, con eventuali aggiustamenti previsti nei prossimi giorni, mentre l’infermeria continua a condizionare le scelte con diverse situazioni da monitorare. Gli infortunati sono Luca Falbo, Matteo Motti, Karim Zakaria e Tommaso Di Marco. Non è ancora chiara la forma fisica di Giulio Donati.
Il messaggio finale del nuovo allenatore è stato semplice e diretto, quasi un manifesto per il futuro immediato: “Nel calcio il tempo non c’è mai, ma dobbiamo pedalare e lavorare. Pensare partita per partita, crescere e poi tirare le somme”. Una linea chiara per inaugurare una nuova fase, con la speranza che il ritorno a casa possa coincidere con una nuova spinta verso gli obiettivi stagionali.
Andrea Mandorlini molto in breve: ravennate classe 1960, è un ex calciatore di alto livello (scudetto e Coppa Uefa con l’Inter) diventato poi allenatore con una lunga carriera tra Serie A, B e C. In panchina si è messo in evidenza soprattutto con l’Hellas Verona, portato dalla Serie C alla Serie A, e con il CFR Cluj in Romania, dove ha vinto campionato e coppa.
Il legame con Ravenna è storico: dopo esperienze passate nello staff tecnico negli anni d’oro del Ravenna Calcio, nel 2026 è tornato come allenatore del Ravenna FC, riportando a casa un percorso professionale iniziato proprio nella sua città.


