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Perquisizioni all’Ospedale di Ravenna, ANAAO ASSOMED ER: “Modalità sproporzionate, piena solidarietà ai medici”

Un intervento prima dell’alba, perquisizioni protratte per un’intera giornata e un reparto ospedaliero sotto pressione. È forte la presa di posizione di ANAAO ASSOMED Emilia-Romagna dopo quanto avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 febbraio nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna.

Il sindacato dei medici dirigenti, attraverso la Segreteria Aziendale AUSL Romagna e la Segreteria Regionale Emilia-Romagna, esprime “sconcerto e disappunto” per quanto appreso dagli organi di stampa in merito alle perquisizioni effettuate dalle forze di polizia nell’ambito di un’indagine su presunte irregolarità legate al rilascio di certificazioni mediche di idoneità alla permanenza nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) di cittadini extracomunitari irregolari.

Secondo quanto riportato, gli agenti si sarebbero presentati in reparto prima dell’alba, con accertamenti che si sarebbero protratti per l’intera giornata successiva. Modalità che, per ANAAO ASSOMED Emilia-Romagna, avrebbero avuto un impatto “estremamente pesante” sull’Unità Operativa e sui professionisti coinvolti, risultando assimilabili, per impatto operativo, a quelle previste per reati violenti o contro la persona.

Nel proprio intervento pubblico, il sindacato ribadisce che “ogni professionista è tenuto al pieno rispetto dei propri doveri e delle norme vigenti”, ma sottolinea al tempo stesso la complessità e la delicatezza del compito affidato ai medici. Esprimere un giudizio di idoneità alla permanenza nei CPR, si evidenzia, significa valutare condizioni cliniche spesso in assenza di dati anamnestici completi e senza poter conoscere direttamente le condizioni di affollamento e le caratteristiche igienico-sanitarie delle strutture di destinazione. Una responsabilità che può avere ripercussioni sulla salute individuale e collettiva.

“Nel massimo rispetto dell’operato della Magistratura” — precisa ANAAO ASSOMED Emilia-Romagna — gli accertamenti sull’attività del medico, pur legittimi, dovrebbero svolgersi nel rispetto del ruolo e della funzione dei professionisti, evitando strumentalizzazioni, delegittimazioni e pressioni sull’intero sistema sanitario.

Il sindacato denuncia inoltre quella che definisce una “gogna mediatica” ai danni dei colleghi coinvolti, parlando di una condanna anticipata nel “tribunale mediatico” in assenza di una sentenza definitiva. Una situazione che, secondo ANAAO ASSOMED Emilia-Romagna, rappresenta una forma di screditamento della Dirigenza Medica.

La posizione si chiude con un messaggio chiaro: piena solidarietà e vicinanza alle colleghe e ai colleghi coinvolti nella vicenda.