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Solidarietà ai medici di Malattie Infettive: esponenti politici e associazioni al flash mob davanti all’ospedale di Ravenna

Al flash mob che si è svolto nella mattinata di oggi, lunedì 16 febbraio, davanti all’ingresso di via Missiroli dell’ospedale di Ravenna, hanno partecipato operatori sanitari, cittadini, rappresentanti istituzionali e associazioni, per esprimere vicinanza ai medici del reparto di Malattie Infettive coinvolti nell’inchiesta sui certificati di idoneità relativi ai Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Di seguito le dichiarazioni.

Eleonora Proni (PD): “Tutela per autonomia e dignità professionale”

“Sono qui oggi per ribadire la nostra solidarietà ai medici e agli operatori sanitari che ogni giorno, con competenza e responsabilità, lavorano al servizio della salute pubblica – dichiara la consigliera Eleonora Proni –. È fondamentale che, pur nel pieno rispetto dell’azione della magistratura, si tutelino l’autonomia e la dignità professionale di chi svolge un’attività così delicata e complessa. Prima di qualsiasi accertamento definitivo non si possono costruire narrazioni che ledono l’immagine del servizio sanitario pubblico e dei suoi protagonisti”.

“La politica – continua Proni – non strumentalizzi un’indagine in corso, ma si impegni a valorizzare il ruolo dei professionisti della sanità, sostenendo chi opera con responsabilità e rigore in condizioni di pressione e difficoltà”.

Con la sua partecipazione, Proni ha confermato l’impegno del Gruppo del Partito Democratico in Assemblea Legislativa regionale nel sostenere i lavoratori della sanità e promuovere un confronto istituzionale improntato al rispetto dei ruoli.

Marco Croatti (M5S): “Separare i piani di responsabilità, no alla gogna politica”

“L’inchiesta avviata dalla Procura di Ravenna merita rispetto e prudenza, allo stesso tempo però riteniamo grave e inaccettabile la gogna politica e mediatica a cui la destra ha sottoposto i sei medici indagati per aver espresso un parere di incompatibilità sanitaria al trattenimento nei CPR”, dichiara Croatti.

“Il compito dei medici – prosegue – è quello di formulare valutazioni cliniche. Comprensibili le forti perplessità e le proteste degli Ordini dei Medici che evidenziano come la decisione clinica non possa essere subordinata a esigenze di ordine pubblico o di gestione migratoria e che “il medico non giudica, non seleziona, non esclude, ma si prende cura”. Le determinazioni relative al trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio rientrano invece nelle competenze delle autorità statali. È fondamentale tenere distinti i livelli di responsabilità”.

“In questo Paese si respira un clima avvelenato con una destra che vuole imporre anche ai medici, oltre che ai magistrati, cosa e come comportarsi, calpestando autonomia e deontologia. Ribadiamo fiducia nel lavoro della magistratura e tutela per i professionisti della sanità pubblica, auspicando un rapido chiarimento dei fatti e un intervento normativo che elimini le attuali zone d’ombra. Per questo presenterò un’interrogazione al Senato per fare piena luce sulla vicenda, verificare eventuali pressioni indebite e chiarire quali garanzie lo Stato intenda assicurare ai medici nell’esercizio della loro autonomia professionale”, conclude Croatti.

Progetto Ravenna: “No a aberrazioni giuridiche e politiche”

Al flash mob era presente anche l’Associazione Progetto Ravenna, con il presidente Pierdomenico Lonzi, la consigliera comunale Chiara Francesconi e l’assessora Barbara Monti.

In una nota, l’associazione esprime solidarietà ai medici “accusati di aver impedito, con certificazioni false, la possibilità di ricovero presso il CPR ed il successivo rimpatrio», sottolineando come, al di là delle modalità delle perquisizioni, l’apertura delle indagini abbia generato «una inaudita caccia al colpevole da parte della destra nazionale e locale2.

Secondo Progetto Ravenna, non si possono anticipare giudizi o invocare sanzioni prima che la magistratura abbia concluso il proprio lavoro. “Se ci fosse dolo o altro sarà la magistratura a dircelo… non certo il Salvini o Tassinari di turno”, si legge nella dichiarazione.