Tornano i Lòm a Mêrz: sei giorni di focarine e cultura del pane in 15 comuni della Romagna
Da giovedì 26 febbraio a martedì 3 marzo torna Lòm a Mêrz 2026, 26ª edizione dedicata al tema “BUONO COME IL PANE… Dalla Terra al Pane: biodiversità, tradizione e condivisione”.
La presidente Lea Gardi presenta due importanti novità: il 25 novembre 2025 è stato costituito “Il Lavoro dei Contadini Comunità Slow Food APS”, in collaborazione con la Condotta Slow Food Romagna Valle Lamone, con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento come Ente del Terzo Settore e l’iscrizione al RUNTS. La nuova forma giuridica dà continuità all’esperienza avviata nel 2000, rafforzandone l’identità attraverso l’adesione ai principi Slow Food – “Buono, Pulito, Giusto”.
«Vogliamo continuare a promuovere il territorio, valorizzare i prodotti tipici, la cucina di casa e la cultura contadina romagnola», spiega Lea Gardi, sottolineando il coinvolgimento di aziende agricole, agriturismi, artigiani, associazioni e istituzioni.
La seconda novità riguarda l’adesione agli areali enogastronomici “Le Faentine” e “I Rubiconi”, progetto condiviso con Chef to Chef emiliaromagnacuochi, Slow Food Romagna Valle Lamone, Cesena, Rimini-San Marino e Tempi di Recupero, con l’obiettivo di innalzare la qualità del sistema enogastronomico romagnolo e promuovere uno sviluppo sostenibile e un turismo lento.
I Lumi, tra rito e comunità
Lòm a Mêrz affonda le radici nella tradizione dei fuochi propiziatori accesi tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo per salutare la primavera e invocare un’annata favorevole. Nelle aie si cantava, si danzava attorno al fugarèn e si condividevano cibo e vino.
L’edizione 2026 prevede 36 eventi nelle aie di aziende agricole, agriturismi, ristoranti e luoghi della cultura rurale.
Le focarine si accenderanno nel circondario dei comuni di Argenta, Bagnacavallo, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Faenza, Forlì, Imola, Modigliana, Mondaino, Ravenna, Riolo Terme, Russi, Sogliano al Rubicone e Solarolo.
Il convegno e la mostra a Faenza
Ad aprire ufficialmente l’edizione sarà il convegno in programma giovedì 26 febbraio alle ore 18 nella Sala Bigari del Comune di Faenza, dedicato proprio al tema “Buono come il pane…”. Esperti, panificatori, nutrizionisti e operatori del settore si confronteranno sui grani antichi di Romagna, sulle loro virtù nutrizionali e sul ruolo dei molini artigianali nella produzione di farine di qualità.
A seguire, alle ore 19, alla Galleria d’Arte Molinella di Faenza, sarà inaugurata la mostra dedicata, aperta dal 27 febbraio all’8 marzo, tutti i giorni dalle 10.30 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.
Il tema 2026: grani antichi, farine e nutrizione
“Buono come il pane…” approfondisce il rapporto tra terra, sostenibilità ambientale, biodiversità e condivisione, dalla coltivazione dei grani antichi – in particolare quelli della Romagna – alla trasformazione in farine fino alla cucina di casa.
I grani antichi, ricchi di fibre, proteine vegetali, vitamine del gruppo B e sali minerali, si distinguono per un sapore più intenso e una maggiore digeribilità rispetto alle varietà moderne. In Romagna operano molini, anche a pietra, che collaborano direttamente con i produttori agricoli locali per valorizzare le filiere tradizionali.
Il pane, simbolo di comunità e ospitalità, diventa così il filo conduttore dell’edizione 2026, con l’obiettivo di riportare l’attenzione sulla necessità di ristabilire un’armonia tra uomo e ambiente e di custodire la biodiversità.
“Vorrei ringraziare tutte le persone, le aziende, le associazioni e le istituzioni che collaborano con noi”, conclude Lea Gardi.
A questo link il programma completo: Lom a merz.



