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Medici indagati a Ravenna, Com. Giovanni XXIII: “Garantire tutela salute ai fragili”

Anche dalla Comunità Papa Giovanni XXIII arriva un commento sulla vicenda degli otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna indagati “per presunti certificati falsi o incompleti per persone migranti destinate al trasferimento in un Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR)”: “Esprimiamo, nel pieno rispetto dell’operato della magistratura, la nostra preoccupazione affinché la cura e la tutela della salute siano sempre garantite anche ai soggetti più fragili” commenta Matteo Fadda, presidente della Comunità.

“Condividiamo la preoccupazione della Società italiana di medicina delle migrazioni (SIMM), continua Fadda, che definisce i Cpr “luoghi “patogenici” che possono favorire lo sviluppo di malattie infettive e disturbi psichici gravi”.

“La vicenda richiama l’attenzione su un principio fondamentale. – conclude Fadda – Il medico, come insegna il giuramento di Ippocrate, “si impegna ad esercitare la medicina in libertà ed indipendenza di giudizio e comportamento. Persegue l’unico scopo di difendere la vita e tutelare la salute fisica e psichica, prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica.” La nostra vicinanza è rivolta al bene delle persone migranti e a chi le assiste e cura”.