Park Hotel di Marina di Ravenna, Grandi (FdI): “Meno carte bollate e più visione”
“Se davvero Marina di Ravenna ha bisogno che il Park Hotel torni a vivere – e ne ha un bisogno disperato – allora forse è il momento di cambiare approccio. Non fatto di ordinanze, ricorsi, carte bollate e bracci di ferro, ma che preveda una strategia. Una visione. Un progetto”. Lo dichiara Nicola Grandi, consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia, intervenendo sul futuro dell’albergo simbolo della località balneare.
“Il gigante abbandonato non è solo un immobile chiuso – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia-: è il simbolo di una località che ha perso identità e centralità. E se l’obiettivo è che il gruppo Zanchetta riapra il Park Hotel, allora al sindaco di Ravenna spetta un compito preciso: costruire le condizioni perché ciò accada”, afferma.
Secondo Grandi non si tratta di concedere favori, ma di esercitare pienamente il ruolo politico dell’amministrazione. “Non si tratta di fare sconti, ma di fare politica nel senso più alto del termine. Portando la discussione in consiglio comunale, lo spazio dove i cittadini sono rappresentati in maniera democratica e diretta, e superando la logica degli incontri riservati”.
Il consigliere individua tre direttrici.
“Primo: illustrare le opportunità. La Regione Emilia-Romagna offre strumenti normativi importanti in ambito di riqualificazione e ricettività turistica. Esistono incentivi, possibilità di intervento in caso di rigenerazione urbana, strumenti per la riconversione e l’innalzamento qualitativo delle strutture alberghiere. Ai proprietari va spiegato chiaramente cosa si può fare, quali margini esistono, quali percorsi sono praticabili. Serve un tavolo tecnico permanente, non uno scontro a distanza”.
“Secondo: aprire una strada amministrativa chiara e, per quanto possibile, agevolata. Non significa aggirare le regole, ma rendere le pratiche comprensibili, accompagnate, rapide. Un investitore che decide di ristrutturare e riaprire un hotel a quattro stelle deve sapere che il Comune è un alleato, non un ostacolo. La burocrazia non può diventare il motivo per cui Marina resta senza il suo albergo simbolo”.
Il terzo punto riguarda la strategia complessiva per la località. “Anche il miglior hotel non può funzionare in un contesto urbano che non è all’altezza. Chi sceglie un quattro stelle cerca un’esperienza complessiva: arredi urbani curati, spazi pubblici decorosi, passeggiate valorizzate, illuminazione adeguata, offerta culturale coerente, sicurezza percepita e reale. Oggi Marina fatica a offrire tutto questo in modo organico”.
“Manca un disegno complessivo che restituisca identità alla località – continua Grandi -. È balneare? È turistica internazionale? È luogo di eventi? È borgo marittimo riqualificato? Senza una risposta chiara, ogni investimento resta isolato”.
Da qui l’invito a un piano di rilancio dell’area marittima che integri riqualificazione degli spazi pubblici, valorizzazione della passeggiata e connessione tra stabilimenti, porto turistico e offerta alberghiera. “Il Park Hotel può tornare a essere un volano. Ma da solo non basta. Il Comune non può limitarsi a controllare o sanzionare: deve guidare. È il tempo della visione e della condivisione”, conclude Grandi.


