Ancisi (LpRa): Ospedale di Ravenna, 103° posizione su 133 nel World’s Best Hospitals 2024
Il prestigioso settimanale internazionale “Newsweek”, ha pubblicato il 25 febbraio scorso la “World’s Best Specialized Hospitals 2026”, giunta all’ottavo anno, che classifica, tra circa 250 mila ospedali del mondo, i migliori 250, fornendo anche classifiche specifiche per ognuno dei 32 maggiori Paesi presi in esame. La selezione ha utilizzato molteplici criteri di comparabilità, tra cui la dimensione della popolazione, l’aspettativa di vita, il tenore di vita, la densità ospedaliera e la disponibilità di dati affidabili. Ogni ospedale ha ricevuto un punteggio basato su quattro fonti di dati: raccomandazioni di esperti medici, tra cui medici, dirigenti ospedalieri e altri operatori sanitari; parametri di qualità ospedaliera; dati esistenti sull’esperienza dei pazienti; l’indagine sull’implementazione delle misure di esito riferite dai pazienti compiuta da Statista (una delle principali piattaforme digitali al mondo su dati di mercato, consumatori e aziende).
Tra i 250 migliori al mondo, sono compresi 12 ospedali italiani, di cui il Policlinico universitario Gemelli di Roma è tra i primi 50 (33°). Dell’Emilia-Romagna, vi figurano il Policlinico Sant’ Orsola di Bologna (76°) e il Policlinico di Modena (198°) dell’Emilia, nessuno dell’AUSL Romagna. Nella graduatoria italiana di 133 ospedali, il Morgagni-Pierantoni di Forlì sale al 43° posto dal 44° dell’anno prima, il Bufalini di Cesena al 74 dall’84° e l’Infermi di Rimini al 54°dal 58°. Il Santa Maria delle Croci di Ravenna è fuori dai primi 100, precipitando dal 92° al 103°.
Si conferma, purtroppo, la diagnosi sulla spedalità ravennate che Lista per Ravenna formulò solitariamente nel proprio programma 2025-2030, in vista del successivo passaggio delle consegne di sindaco da de Pascale a Barattoni. In sostanza, scrivemmo tra l’altro così: “Con la creazione dell’AUSL unica di Romagna, il controllo e la programmazione sanitaria sono state centralizzate, esautorando i Comuni e i consigli comunali, ridotti a meri ratificatori di decisioni prese altrove. In questo quadro deficitario, l’ospedale di Ravenna necessita di un rilancio, essendo l’unico all’interno dei grandi nosocomi dell’ AUSL ad aver subito un vistoso declassamento. L’unica certezza è che Ravenna è la sede legale dell’AUSL Romagna, etichetta tuttavia svuotata di ogni elemento di intervento programmatico, dato che tutti i servizi e i relativi dirigenti che gestiscono le risorse e la programmazione sono collocati fondamentalmente a Cesena”.
La prima conferma pervenne il 9 dicembre scorso dall’AGENAS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari delle Regioni italiane), che, valutando, col “Programma nazionale esiti 2025”, le prestazioni di tutti gli ospedali italiani avvenute nel 2024, classificò in generale ad un livello molto alto o alto (anziché medio, basso o molto basso), 15 strutture ospedaliere, di cui 14 nel centro nord. Tra queste, 5 in Lombardia, 3 nel Veneto e 2 in Emilia-Romagna, nessuna in Romagna. Tra i singoli ambiti clinici presi in esame, raggiunsero tuttavia il livello più alto Cesena nella neurologia, Forlì nella chirurgia oncologica e Rimini nella cardiologia e nella pediatria. Spiccò dunque l’assenza dell’ospedale civile di Ravenna a far sì che dall’affermazione “ospedali romagnoli promossi”, pronunciata da Carradori direttore generale dell’AUSL Romagna, risultasse bocciato quello di Ravenna. Chiedemmo che Barattoni emettesse il primo vagito. Restiamo in trepida attesa.
Alvaro Ancisi (capogruppo di Lista per Ravenna)


