Psoriasi, una malattia della pelle che incide sulla vita: presso la Dermatologia di Ravenna cure sempre più efficaci e un Open Day dedicato alle donne
È una malattia della pelle, ma ridurla a questo sarebbe un errore. La psoriasi, infatti, incide in modo profondo e significativo sulla vita di chi ne soffre. Non è solo una questione di chiazze o arrossamenti: comporta limitazioni nella quotidianità, influisce sulle relazioni, sull’autostima, sulla sfera lavorativa e affettiva. E, nonostante non sia contagiosa, continua a portare con sé un forte stigma sociale.
Si stima che colpisca circa il 3% della popolazione. Può insorgere a qualsiasi età, non ha preferenze di genere ed è caratterizzata da un decorso cronico e recidivante: questo significa che non si guarisce definitivamente, ma oggi può essere controllata in modo molto efficace. La grande novità sono i farmaci biologici.
“La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica – spiega Michela Tabanelli, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia Ravenna-Lugo-Faenza dell’Ausl della Romagna – e proprio per la sua natura cronica richiede una presa in carico continuativa dei pazienti”.
“La forma più comune si presenta con chiazze eritematose ricoperte da una desquamazione argentea. Le sedi più tipiche sono gomiti, ginocchia, glutei e cuoio capelluto – prosegue -. Tuttavia, esistono forme differenti: può colpire il volto, i genitali, il palmo delle mani, la pianta dei piedi, le unghie. In alcuni casi può assumere forme più estese, come la psoriasi eritrodermica, che interessa oltre il 90% della superficie corporea”.
Non mancano i sintomi associati: prurito, bruciore, dolore. E quando le lesioni compaiono in aree visibili o particolarmente sensibili, l’impatto sulla qualità della vita può essere molto pesante.
“Anche se non è contagiosa – sottolinea Tabanelli – la psoriasi può creare un forte disagio psicologico. Molti pazienti si vergognano di esporsi, ad esempio in estate al mare, pur sapendo che il sole, grazie ai raggi ultavioletti, ha un effetto antinfiammatorio e può migliorare la malattia”.
La direttrice dell’U.O. di Dermatologia si sofferma sulle caratteristiche di questa malattia della pelle: “La psoriasi può insorgere in qualsiasi età, anche nei bambini, ma il picco d’incidenza è tra i 20 e i 40 anni. Ha una forte componente genetica e immunologica: sono coinvolti oltre 80 geni e il sistema immunitario si attiva in modo errato, generando un’infiammazione cronica.
“Tra i fattori scatenanti o peggiorativi figurano: stress psicofisico e traumi emotivi; infezioni virali (in particolare da streptococco, responsabile spesso della forma guttata); alcuni farmaci, come betabloccanti, litio, antimalarici; traumi cutanei, fumo, abuso di alcol e obesità. C’è anche una componente ereditaria – sottolinea -. Oggi si parla sempre più di malattia infiammatoria sistemica, perché non riguarda solo e esclusivamente la pelle, ma può coinvolgere altri organi e apparati”.
La psoriasi può associarsi ad artrite psoriasica (con interessamento articolare), malattie infiammatorie croniche intestinali come il morbo di Crohn, uveiti, sindrome metabolica, dislipidemia, ipertensione, ansia e depressione. “Per questo – precisa la direttrice – il paziente psoriasico deve essere seguito in un’ottica multidisciplinare, con il coinvolgimento del reumatologo, del gastroenterologo, dell’oculista, dello psichiatra e in stretta collaborazione con il medico di medicina generale”.
Oggi vi è una maggiore consapevolezza e un maggiore accesso alle cure. Infatti, esistono centri di riferimento per la prescrizione dei farmaci biologici, presenti anche in Ausl Romagna, come a Ravenna. “In passato le opzioni terapeutiche sistemiche erano rappresentate soprattutto da farmaci come methotrexate e ciclosporina, efficaci ma gravati da possibili effetti collaterali e tossicità d’organo – sottolinea -. La vera rivoluzione è rappresentata dai farmaci biologici, terapie mirate che agiscono su specifici meccanismi dell’infiammazione e che possono essere utilizzate in modo continuativo. Prima della somministrazione vengono effettuati screening per escludere infezioni quali epatite B e C, HIV e tubercolosi”.
“Con i biologici – spiega Tabanelli – possiamo ottenere una quasi completa o completa pulizia della pelle, con miglioramenti fino al 90-100%. Questo cambia radicalmente la qualità di vita del paziente”.
Un ruolo importante è svolto anche dai farmaci biosimilari, equivalenti per efficacia e sicurezza ai farmaci biologici originari ma con costi inferiori. Questo consente al Servizio Sanitario Nazionale di trattare un numero sempre maggiore di pazienti: nella struttura diretta da Tabanelli sono oltre 250 quelli in terapia biologica.
L’Open Day Psoriasi dell’11 marzo
In questo contesto si inserisce l’Open Day Psoriasi dell’11 marzo, promosso nell’ambito delle iniziative della Fondazione Onda ETS, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, che, dal 2007, assegna i “Bollini Rosa” agli ospedali attenti alla salute femminile. Per il biennio 2026-2027, gli ospedali della Romagna – Ravenna, Lugo, Faenza, Cesena, Forlì, Rimini e Riccione – hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento.
L’Unità Operativa Complessa di Dermatologia Ravenna-Lugo-Faenza, struttura unica articolata su tre presidi ospedalieri (Santa Maria delle Croci di Ravenna, Umberto I di Lugo e degli infermi di Faenza), parteciperà – quest’anno per la prima volta – con visite dermatologiche gratuite dedicate esclusivamente alla popolazione femminile.
Le visite si svolgeranno dalle 14.30 alle 17.30 nei tre ospedali, con un dermatologo e personale infermieristico dedicati.
Possono prenotarsi donne con diagnosi già nota di psoriasi in forma lieve, moderata o severa, ma anche donne con aspetti clinici suggestivi per psoriasi, anche senza diagnosi certa, che quindi possono cogliere questa occasione per farsi visitare.
“L’obiettivo è fornire un servizio alla popolazione femminile, ma anche far conoscere il nostro Centro a tutta la popolazione”, sottolinea Tabanelli.
La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 0544-287399 da lunedì 2 a lunedì 9 marzo, dalle 11 alle 13, fino a esaurimento posti.
Un’occasione per fare chiarezza, superare il pudore e lo stigma che ancora frenano molte persone dall’accedere alle cure. Perché è vero che la psoriasi non si guarisce definitivamente, ma oggi può essere controllata in modo efficace, restituendo ai pazienti una qualità di vita che fino a pochi anni fa sembrava impensabile.



