Logo
Carburanti alle stelle, fino a 2400 euro in più per ogni tir. CNA FITA Ravenna: “Preoccupazione tra autotrasportatori, servono misure urgenti”

La tensione internazionale legata al conflitto in Iran sta innescando una nuova ondata di rincari dei carburanti, con effetti immediati sulla tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto e sulla stabilità delle catene di approvvigionamento nazionali. L’aumento dei prezzi alla pompa registrato in soli quattro giorni si traduce, secondo le stime di CNA FITA, in un aggravio di oltre 2.400 euro annui per un mezzo pesante che percorre 100mila km l’anno. Se le tensioni dovessero proseguire, un ulteriore rincaro stimato di 0,445 euro al litro (+25%) comporterebbe un extra costo fino a 13mila euro annui per ciascun automezzo.

CNA FITA chiede con urgenza la sterilizzazione delle accise e l’introduzione di un credito d’imposta straordinario: un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere da classe ambientale e massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse potrebbero essere reperite dall’extragettito IVA, da redistribuire tempestivamente per calmierare i prezzi alla pompa. “È inoltre inaccettabile che i listini riflettano aumenti su scorte di carburante acquistate e raffinate prima dell’escalation dei prezzi internazionali” sottolineano.

L’Associazione ha chiesto l’avvio di verifiche puntuali sulla trasparenza dei listini prezzi, affinché vi sia coerenza tra i costi effettivi di approvvigionamento e le quotazioni applicate alla pompa. L’obiettivo è monitorare i flussi della distribuzione e prevenire possibili anomalie nell’offerta, valutando, se necessario, il coinvolgimento di Guardia di Finanza a tutela della libera concorrenza, delle imprese e dei consumatori.

CNA FITA accoglie positivamente la tempestiva convocazione della Commissione di allerta rapida da parte del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e ha formalmente segnalato al Garante per la sorveglianza dei prezzi dinamiche dei listini che appaiono prive di giustificazione economica.

Caso emblematico è quello del biocarburante HVO: nonostante l’accisa agevolata e la produzione nazionale da fonti non direttamente legate al greggio mediorientale, il suo prezzo ha seguito la stessa dinamica di crescita del diesel fossile, evidenziando criticità che meritano immediata trasparenza e verifica.

“Gli imprenditori non nascondono la forte preoccupazione per l’impennata del costo dei carburanti – dichiarano Davide Cassani e Franco Ventimiglia, Presidente e Responsabile di CNA FITA Ravenna – . Mentre le nostre imprese investono per adeguarsi alle nuove normative tecnologiche e ambientali, i costi operativi diventano insostenibili. Il Rimborso delle Accise anticipate dagli Autotrasportatori, inoltre, deve essere disponibile appena presentata la richiesta e non dopo svariati mesi. Il peso della crisi energetica internazionale non può essere scaricato sulle spalle degli autotrasportatori. Prevenire manovre speculative è necessario per salvaguardare un settore strategico: non possiamo permettere che l’instabilità internazionale si trasformi in opportunità di extra-profitto per alcuni a danno delle imprese e dei cittadini”.

cna fita ravenna