Variante al PAI Po, il mondo imprenditoriale chiede un confronto con istituzioni e Autorità di bacino
Il mondo imprenditoriale del territorio accoglie con favore la proroga dei termini per presentare osservazioni alla variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino del Po, ma allo stesso tempo chiede un confronto ampio e approfondito con le istituzioni. Associazioni di categoria e organizzazioni economiche sottolineano infatti la necessità di valutare con attenzione gli effetti che le nuove previsioni pianificatorie potrebbero avere su imprese, attività produttive e territori, soprattutto in un’area complessa come quella romagnola, dove sicurezza idraulica e sviluppo economico devono procedere insieme.
CNA Ravenna: “Necessario un dialogo ampio e costruttivo con l’Autorità di bacino”
CNA Ravenna sostiene le amministrazioni del territorio nel confronto con l’Autorità di bacino sulla variante al PAI Po e condivide le valutazioni espresse dai sindaci, in particolare sulla necessità di avviare un confronto ampio, approfondito e puntuale, anche alla luce dei riflessi che il piano potrà avere sugli strumenti urbanistici e sui piani regolatori.
«Il territorio della provincia di Ravenna è caratterizzato da vaste aree sotto il livello del mare e da una complessa rete di canali, oltre a un’area collinare molto fragile che va attenzionata con particolare cura e dalla quale occorre partire per progettare le opere di mitigazione dei rischi geologici e idraulici», dichiara Matteo Leoni, presidente della CNA territoriale di Ravenna. «È difficile, al momento, stimare gli impatti economici della variante – prosegue – perché le aree coinvolte sono vaste e comprendono numerosi contesti produttivi e urbani. Le imprese temono che le nuove norme possano irrigidire le procedure e rallentare investimenti già programmati».
«Un nodo centrale riguarda la corretta informazione alle comunità locali – aggiunge Massimo Mazzavillani, direttore generale della CNA territoriale di Ravenna –. Occorre spiegare metodi, previsioni e opere previste, così da garantire trasparenza e consapevolezza. CNA sollecita inoltre una fase transitoria che preceda l’applicazione delle nuove regole, per evitare blocchi nell’attività urbanistica. È fondamentale anche verificare la coerenza tra i nuovi tiranti idraulici elaborati da ADBPO e quelli finora utilizzati dai Comuni, così da non paralizzare espansioni e interventi in programma».
In questo contesto CNA ritiene positiva la proroga del termine per presentare osservazioni, appena comunicata, che sposta la scadenza dal 30 marzo al 31 maggio 2026.
L’associazione concorda con i sindaci del territorio e sollecita una concertazione ampia tra Ministero, Autorità di Bacino del Po, Regione, Comuni e associazioni imprenditoriali, con l’obiettivo di individuare un equilibrio tra sicurezza idraulica e continuità economica.
CNA chiede inoltre tempi rapidi per mettere a disposizione degli uffici tecnici comunali gli strumenti necessari a rispondere alle imprese che stanno programmando nuovi investimenti. «Un sistema che investe è un pilastro di coesione sociale», sottolinea l’associazione.
Alleanza delle Cooperative dell’Emilia-Romagna: “Positiva la proroga per presentare osservazioni alla variante PAI Po”
Anche l’Alleanza delle Cooperative Italiane dell’Emilia-Romagna accoglie positivamente la decisione di prorogare al 31 maggio 2026 il termine per la presentazione delle osservazioni al progetto di variante al PAI Po.
La proroga è stata disposta dal nuovo segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, Alessandro Delpiano, dopo le numerose richieste avanzate da istituzioni e organizzazioni economiche.
L’Alleanza delle Cooperative era stata tra le prime realtà imprenditoriali a sollecitare lo slittamento dei termini, con l’obiettivo di consentire un’analisi più approfondita delle norme e delle loro ricadute su un territorio vasto che va dal bacino del fiume Reno fino alla costa romagnola.
Cia Romagna: “Positiva la proroga dei termini per le osservazioni”
Parole di apprezzamento da parte di Cia Romagna in merito alla decisione del nuovo Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, di prorogare al 31 maggio 2026 il termine per la presentazione delle osservazioni alla proposta di variante al Piano di Assetto Idrogeologico del bacino del Po (PAI Po). “La proroga risponde a un’esigenza che Cia, dal livello regionale, aveva già evidenziato in diverse sedi in quanto il provvedimento presenta contenuti tecnici complessi e potenziali ricadute rilevanti sui territori e sulle imprese agricole e non” spiegnao.
La variante, così come attualmente concepita e strutturata, presenta infatti diversi elementi di criticità e risulta, allo stato attuale, non adeguatamente calibrata rispetto alla realtà dei territori e delle attività agricole, ma non solo. “Proprio per questo – affermano il presidente regionale Stefano Francia e il presidente di Cia Romagna, Lorenzo Falcioni – riteniamo necessario un tempo adeguato di approfondimento e confronto. Occorre migliorare l’impianto della proposta, nella prospettiva di garantire un equilibrio tra sicurezza idraulica, tutela del territorio e sostenibilità delle attività produttive”.
“Come Cia Romagna ribadiamo la necessità di completare le opere già in corso e andare a realizzare quelle già programmate aventi per scopo la maggior sicurezza idrogeologica per la tenuta del territorio – afferma Falcioni – Auspichiamo che il confronto sulla proposta di variante, che non c’è stato, venga ora istituito anche attraverso un coordinamento con gli enti locali, i consorzi di bonifica e le rappresentanze dei soggetti coinvolti. A prescindere, continueremo a seguire con attenzione il percorso di definizione della variante, contribuendo con osservazioni e proposte”.
Coldiretti Emilia-Romagna: “Ora un confronto vero per tutelare il territorio agricolo”
Anche Coldiretti Emilia-Romagna valuta positivamente la decisione di prorogare i termini per le osservazioni alla variante al Piano di Assetto Idrogeologico.
Secondo l’organizzazione agricola, il tempo aggiuntivo consentirà di analizzare con maggiore attenzione le possibili ricadute delle nuove previsioni pianificatorie su aree agricole di grande valore produttivo, che rappresentano un patrimonio strategico per l’economia regionale e per l’intero sistema agroalimentare.
«Avere più tempo per approfondire il provvedimento è un fatto positivo – sottolinea Luca Cotti, presidente di Coldiretti Emilia-Romagna – perché stiamo parlando di territori dove si concentrano produzioni agricole di qualità e filiere agroalimentari che sono un pilastro dell’economia regionale».
L’Emilia-Romagna è infatti una delle principali regioni agricole del Paese, con numerose produzioni DOP e IGP e un sistema agricolo che genera valore economico, occupazione e presidio del territorio.
Per Coldiretti è fondamentale che ogni intervento di pianificazione legato alla sicurezza idraulica tenga conto della presenza delle imprese agricole e del loro ruolo nella manutenzione del territorio, evitando scelte che possano compromettere la capacità produttiva delle aree più fertili.
«Gli agricoltori – conclude Cotti – sono i primi custodi del territorio e contribuiscono ogni giorno alla sua sicurezza. Proprio per questo è necessario che le scelte di pianificazione vengano costruite con il coinvolgimento reale delle imprese agricole e delle comunità locali».
Confagricoltura accoglie con favore la proroga, ma restano forti preoccupazioni per le imprese agricole
Per Confagricoltura Ravenna restano numerose preoccupazioni tra le imprese agricole coinvolte. Il tema è stato al centro dell’incontro che si è svolto oggi nella sede di Confagricoltura a Faenza, con la partecipazione di numerosi imprenditori agricoli e dei tecnici che stanno approfondendo il documento.
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, l’ingegner Paola Silvagni, il dottor Rossano Montuschi, il dottor Mario Molducci, dottor Fabio Ciani, l’avvocato Antonio Vincenzi – presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale – e Stefano Francia, presidente del Consorzio di bonifica della Romagna.
Nel corso della riunione sono state analizzate le principali criticità contenute nella variante del Piano di Assetto Idrogeologico e le possibili ricadute sul territorio agricolo della Romagna. In particolare, sono state esaminate le ipotesi di individuazione di nuove aree di espansione delle piene e di aree potenzialmente allagabili che, secondo le prime valutazioni, potrebbero interessare complessivamente oltre mille ettari di superfici agricole.
“La proroga dei termini per le osservazioni è un segnale positivo – sottolinea Marcello Rivalta, presidente di Confagricoltura Ravenna – perché consente di approfondire con maggiore attenzione un piano che potrebbe avere conseguenze molto rilevanti per il territorio e per l’attività delle imprese agricole”.
Secondo Confagricoltura è ora necessario aprire un confronto più strutturato con il territorio e con le categorie economiche coinvolte. “Gli agricoltori sono pienamente consapevoli della necessità di rafforzare la sicurezza idraulica del territorio – prosegue Rivalta – ma le scelte che riguardano aree agricole, aziende e proprietà private non possono essere definite senza un reale confronto con chi su quei terreni lavora e investe ogni giorno”.
“L’agricoltura – conclude Rivalta – è uno dei principali presìdi del territorio. Per questo è fondamentale costruire soluzioni condivise che tengano insieme sicurezza idraulica, tutela dell’ambiente e continuità delle imprese agricole”.
Confagricoltura ribadisce inoltre come il mondo agricolo abbia sempre dimostrato, anche nei momenti più difficili, grande senso di responsabilità e disponibilità a collaborare nella gestione del territorio e nella sicurezza idraulica.
Gli imprenditori agricoli – sottolinea l’organizzazione – sono pronti a fare la loro parte, come è sempre accaduto nella storia della bonifica e della gestione delle acque in Emilia-Romagna. Tuttavia è indispensabile che ogni scelta sia accompagnata da regole chiare e da un quadro definito di responsabilità, tutele e compensazioni per le aziende coinvolte. Quando si interviene su terreni agricoli produttivi, infatti, è necessario prevedere strumenti certi di indennizzo e compensazione economica, in grado di garantire la continuità delle imprese e la tutela del valore dei terreni interessati.



