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Lugo, caso del ragazzo mascherato. La sindaca Zannoni dopo i commenti sui social: “Auspico per tutti una grandissima calmata”

La vicenda del giovane mascherato che venerdì scorso ha spaventato alcune mamme e bambini al parco delle Lavandaie a Lugo si è conclusa con l’identificazione del responsabile: si tratta di un ragazzo di 14 anni, che si è fatto avanti insieme alla famiglia.

Sull’episodio è intervenuta la sindaca di Lugo, Elena Zannoni, che con un post sui social ha commentato non solo la vicenda – ormai chiarita – ma soprattutto le reazioni apparse online nei giorni scorsi.

“Vorrei spendere due parole sui commenti che ho letto sotto le notizie e sotto il mio post”, ha scritto la prima cittadina. Molti utenti, infatti, hanno reagito con toni molto duri, arrivando a definire il ragazzo «psicopatico» o «malato di mente» e invocandone la reclusione. Altri, ha aggiunto Zannoni, “hanno fatto i grossi, augurando a questo individuo di non passare per le loro zone o di non incontrarli”.

Zannoni sottolinea che, da parte degli utenti, non sono mancate nemmeno le critiche alle forze dell’ordine e alle istituzioni”, mentre qualcuno – anche dopo l’identificazione – ha ipotizzato che si trattasse di un depistaggio, ritenendo “impossibile che fosse solo un quattordicenne”, con un certo senso di delusione.

La sindaca ha riconosciuto la gravità del gesto, definendolo “una cosa stupida, grave”, sottolineando però che il ragazzo probabilmente ora si rende conto delle conseguenze delle proprie azioni. “Ci saranno conseguenze e l’obiettivo è sicuramente che impari ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e che c’è un limite anche allo scherzo”.

Allo stesso tempo, Zannoni ha voluto richiamare anche chi ha commentato online: “Ma c’è un limite anche per chi ha commentato. Auspico per tutti una grandissima calmata”. Secondo la sindaca, reagire a un presunto crimine con minacce o invocazioni di violenza “è primitivo e irrazionale”.

Nel suo intervento ha poi riflettuto sul clima dei social network: “Dietro le tastiere diciamo cose che spero di persona non diremmo mai. Ci comportiamo da branco. Emettiamo sentenze esemplari, come se non avessimo mai fatto sciocchezze nella nostra vita”.

Da qui l’invito finale alla comunità: “Un po’ di calma, equilibrio, razionalità sarebbe molto più rassicurante per tutti noi, che dobbiamo convivere nella stessa comunità”.

Infine la sindaca ha voluto esprimere un ringraziamento alla famiglia del ragazzo, “che si è trovata coinvolta in un caso nazionale e ha fatto la cosa giusta”, e agli adolescenti che in questi giorni le hanno scritto, dimostrando “responsabilità ed equilibrio, quello che non hanno avuto molti adulti”.