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ACLI Lugo: Votiamo NO al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia
Il Consiglio di Presidenza del Circolo ACLI di Lugo aps, in sintonia con la Presidenza delle ACLI Nazionali che ha deciso, fin dallo scorso dicembre, di aderire al Comitato Referendario a sostegno delle posizioni del NO alla Riforma Costituzionale in occasione del Referendum che si terrà il 22 e 23 marzo prossimi, ha proceduto analogamente, entrando a far parte del Comitato locale, costituito nella Provincia di Ravenna: esso è composto da espressioni di varia natura della società civile, dalle Organizzazioni Sindacali, al mondo Associativo e Professionale ed anche da autorevoli personalità nello scenario culturale, amministrativo e giurisdizionale.
La delibera di adesione è stata adottata all’unanimità nel mese di febbraio per manifestare un deciso sostegno alla realtà democratica del nostro Paese che vede un’insidia assai significativa nella alterazione dell’equilibrio costituzionale rappresentato dalla pari dignità dei poteri dello Stato, evitando di portare una modifica che possa costituire una minaccia permanente all’impalcatura fondamentale su cui lo stesso si regge, alla pacifica convivenza ed alla tutela dei diritti dei cittadini, in qualsiasi forma possano essere espressi.
Pur nella perfettibilità di qualsiasi regola e comportamento adottato anche nell’ambito delle Istituzioni, l’equivalenza dei poteri ha rappresentato, fin dalla nascita della Repubblica e dall’entrata in vigore della Costituzione, un sicuro punto di riferimento ed una salvaguardia di garanzia che ha permesso una importante crescita sociale ed economica, dopo una sventurata guerra con la quale il regime fascista aveva condotto il paese alla rovina più assoluta.
Già vediamo da alcuni decenni che il primo dei poteri, quello legislativo, è fortemente condizionato e limitato dall’eccessivo e ingiustificato ricorso alla decretazione d’urgenza da parte del secondo, quello esecutivo: un contrasto evidente, al quale – solo a volerlo – può però essere posto rimedio con la volontà politica di portare un riequilibrio alla situazione fra i due; e per far ciò non servono riforme istituzionali ma solo convenire di ritornare ai principi istitutivi della nostra democrazia.
Il NO da esprimere nel voto referendario, quindi, non vuole essere tanto il rifiuto di tecnicismi che in prevalenza occupano la scena del dibattito (vedi la separazione delle carriere o il fatto che, nel tempo, si siano verificate carenze o errori giudiziari), ma un ostacolo da porre alla modifica dell’assetto istituzionale con la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura e di un’Alta Corte Disciplinare, all’elezione dei quali si procede – peraltro – con un assurdo e pericoloso metodo dell’estrazione a sorte, invece che con votazione, sopprimendo il C.S.M. che ha rappresentato, e così auspichiamo potrà fare in futuro, uno degli elementi fondamentali di equilibrio nella vita delle Istituzioni e del sistema di garanzie che delle stesse è
fattore di tutela.
Il disegno di porre in stato di subordinazione il potere giudiziario da parte dell’esecutivo appare evidente, più che dalle sciagurate affermazioni di esponenti dell’attuale maggioranza di governo, dall’impianto generale della riforma che consegna le modalità di formazione dei nuovi organi – di fatto – ad una ristretta cerchia che riuscirà a far prevalere la propria volontà: e questo, in qualsiasi caso vengano a determinarsi gli esiti elettorali, perchè il vulnus democratico rimane sempre. A tutto è sottintesa una valutazione di fondo: il controllo è elemento di disturbo in qualsiasi situazione quindi, non potendo eliminarlo, è opportuno … farselo amico.
Il Presidente Nazionale delle ACLI, Emiliano Manfredonia, ha inviato nei giorni scorsi una lettera alle strutture dei decentramenti regionali e provinciali in cui, ribadendo il sostegno al NO come testimonianza di un’Associazione viva e profondamente legata ai valori costituzionali, ha aggiunto: “Oggi ci è chiesto di
mobilitarci sempre di più perché in gioco c’è l’assetto della nostra Costituzione: ….. (le modifiche proposte) rischiano di incidere profondamente sull’equilibrio dei poteri”. E aggiunge come sia prioritaria la “difesa dell’autonomia della Magistratura in presenza di una proposta che mina l’indipendenza dei giudici, esponendoli a logiche che rischiano di allontanarli dal loro ruolo di garanti imparziali della legge” a tutela delle Istituzioni e dei cittadini.
Facciamo nostro l’accorato invito del Presidente Nazionale e invitiamo gli Associati, gli Amici e quanti vorranno porre attenzione alla nostra comunicazione, a segnare la scheda con un NO deciso nel Referendum del 22 e 23 marzo, avvicinando anche amici e conoscenti a questa decisione. Solo facendo definitivamente naufragare la zattera sulla quale si sono stipati i protagonisti di un potere sempre più autarchico e populista possiamo portare beneficio a una condizione necessaria di maggior giustizia per il nostro Paese ed al potere giudiziario nel suo complesso, che deve rappresentarla ed attuarla, evitando di cadere in una deriva giustizialista, che nulla ha da spartire con il nostro sistema democratico e le sue Istituzioni.
La Presidenza del Circolo ACLI Lugo aps


