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Economia, Emilia-Romagna locomotiva dell’export: 84,3 miliardi nel 2025 e primato nel saldo commerciale

De Pascale e Colla: “I dati dimostrano che l’integrazione tra innovazione, ricerca e saper fare delle nostre imprese è la strada giusta”.

Nel 2025 l’Emilia-Romagna si conferma tra i principali protagonisti dell’economia nazionale, con esportazioni che superano gli 84 miliardi di euro, attestandosi a quota 84,3 miliardi, pari al 13,1% dell’export italiano. Secondo i dati Istat, oltre un euro su otto delle vendite estere complessive del Paese è generato da imprese emiliano-romagnole, che collocano la regione al secondo posto per export pro-capite.

Il report “Il commercio estero di beni dell’Emilia-Romagna”, elaborato da Art-ER, evidenzia il ruolo centrale della regione nel processo di internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. L’Emilia-Romagna si posiziona seconda tra le regioni esportatrici, alle spalle della Lombardia e davanti a Veneto e Toscana, confermando una forte vocazione manifatturiera orientata ai mercati internazionali.

Rispetto al 2024, le esportazioni registrano un incremento di circa 1,1 miliardi di euro (+1,3%), una crescita positiva, seppur inferiore alla media nazionale (+3,3%). La regione si distingue inoltre per il miglior saldo commerciale del Paese, pari a 33,2 miliardi di euro, e per il valore dell’export pro-capite, che raggiunge i 18.883 euro per abitante, ben al di sopra della media nazionale.

“I dati del 2025 confermano la capacità di competitività e resilienza del nostro sistema produttivo in un contesto globale complesso- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla-. Il primato nazionale nel saldo commerciale e la crescita in settori chiave come l’agroalimentare e la farmaceutica dimostrano che l’integrazione tra innovazione, ricerca e saper fare delle nostre imprese è la strada giusta. Le relazioni a sistema con le nostre Università e la Rete alta tecnologia, insieme al costante investimento sulle competenze, fanno sì che la nostra regione continui a correre, trainata da comparti di eccellenza, nonostante il rallentamento di alcuni mercati extra-Ue e le incertezze geopolitiche nel Medio Oriente. Il compito che abbiamo davanti è continuare con questo passo, ampliando i nostri mercati di riferimento e lavorando per supportare i settori che oggi sono più in difficoltà. In questo scenario di incertezza, senza un intervento ponte straordinario, il rischio è quello di un serio impatto sul sistema socioeconomico. Proprio per affrontare le conseguenze della attuale situazione geopolitica e geoeconomica, abbiamo convocato i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima per lunedì prossimo”.

Guardando ai comparti, nel 2025 si registrano le performance migliori per agricoltura, silvicoltura e pesca (+17,4%), farmaceutica (+9%), alimentare, bevande e tabacco (+6,8%) e apparecchi elettrici (+4,8%). In flessione, invece, il comparto tessile e abbigliamento (-5,7%), l’elettronica (-5,7%) e i prodotti chimici (-3,7%).

Dal punto di vista geografico, cresce l’export verso i Paesi dell’Unione Europea (+5,7%), mentre si registra una contrazione nei mercati extra-UE (-3,4%). In calo in particolare le Americhe (-5,5%), con una flessione significativa negli Stati Uniti (-6,5%), e l’Asia (-3,4%), sebbene con dinamiche differenziate tra le diverse aree.

La Germania torna a essere il principale mercato di destinazione, con 10,6 miliardi di euro e una crescita del +9,1%. Seguono gli Stati Uniti, in calo, con 9,4 miliardi, la Francia e la Spagna.