referendum
Giovani Democratici di Ravenna: La nostra generazione ha bisogno di diritti, non di propaganda
La nostra generazione ha problemi molto concreti: il diritto alla casa, il diritto a un lavoro dignitoso e il diritto alla salute, anche mentale. Per questo molti giovani italiani continuano a lasciare il Paese: non perché non lo amino, ma perché troppo spesso qui non trovano prospettive. In questo contesto il governo continua a raccontare il referendum sulla magistratura come se fosse la soluzione ai problemi dell’Italia e persino dei giovani, come ha dichiarato Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministro Nordio.
La stessa Bartolozzi che ha anche detto “votate sì così ci leviamo di mezzo i magistrati”, confermando il vero obiettivo del referendum e toccando definitivamente il punto più basso di questa campagna referendaria. Pensare che una riforma di questo tipo possa convincere i giovani a tornare in Italia significa semplicemente vivere in un altro mondo.
La verità è che questa riforma non risolve i problemi della giustizia, ce lo dice pure il governo, e non ha nulla a che fare con le reali priorità del Paese.
Tra i punti più critici della riforma c’è il sorteggio per la composizione del CSM che viene presentato come una soluzione contro le correnti, ma rischia invece di indebolire l’autonomia della magistratura. Quando si sostituisce l’elezione con il sorteggio si creano istituzioni più fragili e, in un sistema più fragile, il peso della politica aumenta. Per migliorare davvero la giustizia servono scelte diverse: assumere più personale negli uffici giudiziari, stabilizzare i 12 mila precari della giustizia, investire nell’informatizzazione dei tribunali e ridurre i tempi dei processi.
La nostra generazione viene evocata continuamente nei discorsi politici, ma raramente è considerata un interlocutore reale. Siamo spesso mal pagati, poco riconosciuti e costretti a costruire il nostro futuro altrove.
Ci faremo sentire anche a questo referendum. Nonostante le difficoltà per molti studenti e lavoratori fuori sede, la nostra generazione non resterà a guardare: andremo comunque a votare e diventeremo rappresentanti di lista nei territori in cui viviamo per poterlo fare.
Giovani Democratici di Ravenna


