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Legambiente Lamone Faenza: Energy park, una spinta in più verso l’elettrificazione dei consumi

E’ stato presentato ufficialmente oggi il Progetto Energy Park Faenza. “Generare energia pulita per 24.000 persone, evitare le emissioni di CO2 di oltre 9.600 tonnellate l’anno, restituire alla comunità un nuovo polmone verde di 15 ettari con 26 mila piante per aumentare il tasso di biodiversità e per favorire attività ricreative, sociali e sportive…”.

Questo l’incipit della presentazione del progetto, che vede coinvolti la Fondazione del Monte Faenza, la società agricola Le Cicogne, Crédit Agricole, ed Hera. Cose buone, importanti ancor più in questo periodo nel quale, per le tensioni internazionali e leguerre, la questione energetica si fa ancora più critica. Peccato che questa presentazione e il coinvolgimento della città sia avvenuta un po’ in ritardo, scontando anche la possibilità di critiche, più o meno fondate.

La nostra non è una critica astratta, come Legambiente abbiamo sollecitato da tempo, in particolare a Hera, un confronto di merito. Chiedendo, anche all’Amministrazione Comunale, che questo progetto, insieme ad altri, fosse inserito all’interno del confronto sul Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC), che, come recita l’atto di approvazione si impegna a “mobilitare la società civile al fine di sviluppare insieme a loro, il Piano di Azione”.

Confronto che non ha più coinvolto tutti i “portatori di interesse” dall’ottobre del 2023, data dell’ultima presentazione del “monitoraggio qualitativo” previsto dal piano, evidentemente, invece, qualche interesse più forte è stato coinvolto. Ma noi ci sforziamo sempre di pensare positivo, vogliamo guardare avanti e cercare di contribuire a rispondere a domande che qualcuno si è posto anche durante la presentazione: quali potrebbero essere le ricadute per la città, non solo dal punto di vista della sostenibilità ambientale?

Visto che si parla di una produzione elettrica sufficiente per circa un 40% dei faentini, ci potrebbero essere ricadute positive sulle bollette? È stato chiarito che essendo il progetto finanziato per un 40% dal PNRR, comporterà uno sconto sulla cessione dell’energia al GSE, ma non potrà avere una ricaduta diretta sulle bollette, che resteranno soggette alle regole del mercato.

Pur tuttavia il progetto in questione, così come diversi altri già attivi nel nostro territorio, sono “sostenibili” dal punto di vista economico, ossia (legittimamente) remunerativi per gli investitori.

Per questo ci sentiamo di avanzare una proposta: visto che il territorio faentino vede già ora una produzione di energia elettrica, prevalentemente da fonte rinnovabile, superiore ai consumi (anche se ancora gli obiettivi da raggiungere in tutto il paese sono lontani) questa potrebbe essere l’occasione per azioni di promozione e incentivazione per accelerare il passaggio da fonti fossili all’elettrificazione (per diverse utilizzazioni domestiche, produttive, ecc.).

Per queste azioni, che comporterebbero anche investimenti per i singoli cittadini, sarebbe possibile convenire con le aziende più significative che hanno investito e investono in impianti energetici, un coinvolgimento che, nell’ambito degli impegni sulla Responsabilità Sociale d’Impresa, preveda la messa a disposizione di una piccola quota di risorse ? Di questo, e di altro, vorremmo poter discutere nel tavolo degli “Stakeholder” del Piano per l’Energia Sostenibile e il Clima, che prima o poi verrà convocato.

Consiglio Circolo Legambiente Lamone Faenza