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Sama (UIL Ravenna): “Caro energia e spinte inflazionistiche, le aziende sostengano il reddito di lavoratrici e lavoratori”

La crisi energetica determinata dai recentissimi scenari di guerra USA-IRAN che hanno seguito il conflitto armato scatenato dalla Russia con l’invasione dell’Ucraina, hanno messo ancora più a nudo il dramma della dipendenza energetica italiana.

Il prezzo dei carburati, con il diesel che alla pompa ha superato ampiamente i due euro al litro, incide non solo sui costi diretti sostenuti da lavoratrici e lavoratori per recarsi al lavoro ma si riflette anche sull’aumento dell’inflazione che nel mese di marzo ha registrato un ulteriore incremento.

Ancora più marcato è l’aumento del carrello della spesa, cresciuto sensibilmente nell’arco di un solo mese.

Questa situazione riduce ulteriormente il potere d’acquisto dei dipendenti i cui salari reali risultano ancora significativamente inferiori rispetto ai livelli precedenti agli anni più recenti.

In questo contesto il provvedimento di taglio delle accise deciso dal Governo appare gravemente insufficiente e tardivo.

Come UIL di Ravenna, pur consapevoli che questa crisi energetica si riflette anche sui costi aziendali, invitiamo TUTTE le imprese ad adeguare i rimborsi chilometrici dei dipendenti in missione/trasferta all’aumento del costo dei carburanti.

Contestualmente chiediamo alle imprese ravennati di sfruttare le possibilità previste dalla normativa vigente, riconoscendo ai dipendenti fringe benefits – come i buoni benzina fiscalmente esenti – per contribuire a mitigare i costi che le lavoratrici e i lavoratori sostengono quotidianamente per recarsi al lavoro.

Nell’auspicare una rapida risoluzione della crisi in Medio-Oriente come UIL di Ravenna evidenziamo che in questo momento così difficile la risorsa più importante per le imprese sono LE PERSONE: è a loro che deve essere indirizzato il massimo dello sforzo per sostenere i redditi e mantenere la coesione sociale.

Carlo Sama, Segretario Generale UIL Ravenna