Passerella tutt’altro che finita sulla Duna di Porto Corsini. Verranno distrutti quasi 600 mq di habitat protettissimi
Mentre sulla stampa si legge di tutto, presumibilmente grazie al Comune di Ravenna che, tramite l’assessore Cameliani, o racconta cose inesatte, o non ha nemmeno visionato il cantiere, riteniamo doveroso fornire dati precisi.
La passerella del Parco Marittimo che il Comune ha voluto a tutti i costi realizzare sul Demanio forestale, ovvero sulla Duna di Porto Corsini, Riserva Naturale dello Stato, e quindi luogo protettissimo, è tutt’altro che finita.
Come facilmente visibile esternamente al cantiere, è solo stata crivellata la Duna con una serie di pali di sostegno, trivellati fino a qualche giorno fa. Per il resto, nulla: mancano le travi trasversali, mancano i collegamenti longitudinali e manca il piano di calpestio di legno esotico proveniente dalle foreste amazzoniche. Manca inoltre la gettata di “calcestre” per il tratto che collega la passerella con il percorso ciclabile interno alla pineta. Un bel po’ di opere ancora da eseguire.
Nel frattempo, i lavori, che hanno sforato ogni limite ammissibile rispetto a quanto autorizzato nel progetto “Parco Marittimo”, provocando anche l’abbattimento di alcuni esemplari flora superprotetta in piena fioritura, sembrano essersi fermati, mentre per il medesimo stralcio del progetto lavorano ancora gli operai della cooperativa che si è aggiudicata l’appalto.
Per la Duna riprenderanno dopo Pasqua fuori da ogni tempo massimo, in periodo vietatissimo, oppure si fermeranno per il periodo delicatissimo di fioritura e di riproduzione della fauna selvatica, come imposto (teoricamente) dal progetto e dalle stringenti normative che dovrebbero regolare un luogo assolutamente riservato alla natura e ai suoi tempi, una “Riserva” statale, appunto?
Fa sorridere leggere che i lavori verranno fermati in caso di nidificazione, come se non fossero i lavori stessi causa di disturbo tale da scoraggiare, appunto, eventuale nidificazione. Più verosimile immaginare un volenteroso agente con la paletta che dà indicazioni alla fauna protetta affinché se ne vada da casa propria e si diriga altrove.
Ciò che rende inspiegabile e non compatibile questo progetto sono i potenziali danni indotti dalla passerella, a filo duna e senza parapetti. Danni già ben visibili dove sono state realizzate: spargimento di rifiuti, camminamento sul corpo delle dune, aumento della pressione antropica.
Ma, dati alla mano, rileviamo anche il vistoso peggioramento che si avrà sugli habitat protettissimi. Attualmente esiste un sentiero, largo, come facilmente verificabile, circa 1,2 metri, utilizzato da pochi locali che lo conoscono per raggiungere, d’estate, la spiaggia libera frontistante la Duna. Con il progetto, invece, si avrà una passerella di 2,5 metri di larghezza per 110 m di lunghezza ed un camminamento nella Riserva “Pineta di Ravenna” di circa 100 metri, per complessivi 210 metri di lunghezza. Aggiungiamo poi il belvedere finale con sedute, 50 mq, stando al progetto approvato.
Considerando che anche nella pineta l’area impattata sia di 2,5 m di larghezza, vanno persi in modo permanente quasi 600 mq di habitat preziosissimi ed in teoria intoccabili. La passerella, infatti, si sviluppa in aderenza al corpo della Duna e sotto non può nascere nulla. Più del doppio di quanto attualmente impattato dallo stretto sentiero a cui vengono sovrapposti la passerella e il camminamento in “calcestre”.
Non contiamo poi i lavori che dovranno essere eseguiti per togliere la sabbia della Duna in crescita, ovvero contrastare la libera evoluzione del sito. Insomma, un progetto che grida vendetta, e che per questo è stato impugnato da Animal Liberation, con il supporto di Italia Nostra sezione di Ravenna.
Animal Liberation ed Italia Nostra sezione di Ravenna


