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Legambiente Lamone Faenza: “Rinnovabili in crescita, ma torna il tema nucleare: ‘Una scelta che non convince’”

Avevamo capito che Legacoop Romagna si stava impegnando per la transizione energetica, per lo sviluppo delle CER, per aggregare domanda e offerta, invece leggiamo che la Direzione fa i seminari per il ritorno al nucleare?

Abbiamo partecipato qualche giorno fa alla presentazione di Energia Romagna, il progetto di Legacoop Romagna, nato per sviluppare una rete diffusa di Comunità Energetiche Rinnovabili: ne sono già state costituite quattro nel territorio romagnolo e imolese, aggregate nel network Energia Romagna. E’ stato affermato che non si tratta di un progetto pilota, ma una infrastruttura già in costruzione con 80 soci, di cui 50 imprese, 250 utenze coinvolte.

Nel corso del 2026 è previsto l’allaccio di nuovi impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 10 MW. Buone notizie, che si affiancano ad altre iniziative analoghe che si stanno avviando nei nostri territori: come la “Comunità energetica rinnovabile Ecologia integrale” della Diocesi di Faenza e Imola; la costituita CER pubblica da parte degli Enti Locali e dell’ASP. Oltre alla decisione di variare il Regolamento urbanistico edilizio per consentire l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti del centro storico; allo sviluppo di tanti impianti rinnovabili, piccoli e medi, che singoli privati e aziende stanno installando; fino al recente annuncio di un grande impianto, come l’Energy park con una produzione prevista di 14 MW. Tant’è che il territorio faentino vede già ora una produzione di energia elettrica, prevalentemente da fonte rinnovabile, superiore ai consumi.

Naturalmente, questo non basta, gli obiettivi da raggiungere in tutto il paese sono ancora lontani. Ma è questa è la direzione verso la quale dobbiamo andare! Cosa c’entra il nucleare con tutto ciò? Il nucleare che si vorrebbe riportare in Italia non rappresenta nulla di nuovo, rispetto a quello che è stato bocciato da ben due referendum popolari. Gli interessati a rilanciare il nucleare millantano mirabolanti novità, come gli SMR di 3° o di 4° generazione, ma resta la sostanza della tecnologia del nucleare da fissione che presenta pericoli e rischi non risolti e che si sono già verificati in passato con danni alle persone, all’ambiente e all’economia.

Ma oltre ai rischi e ai problemi di smaltimento delle scorie (che ancora non si sa dove collocare) il nucleare non è conveniente. I costi di produzione di elettricità da energie rinnovabili sono molto più bassi e per rendere convenienti quelli dell’energia prodotta da nucleare da fissione occorrerebbero garanzie e finanziamenti pubblici molto più alti. Si usino piuttosto le risorse disponibili per finanziare una transizione energetica che ci faccia uscire il più rapidamente possibile dalle fonti fossili.

Per questo torniamo ad avanzare una proposta: oltre ad aumentare la produzione di energia rinnovabile occorre passare alla elettrificazione dei consumi: servono azioni di promozione e incentivazione per accelerare il passaggio da fonti fossili all’elettrificazione (per diverse utilizzazioni domestiche, produttive, mobilità, ecc.).

Per queste azioni, che comporterebbero anche investimenti per i singoli cittadini, sarebbe possibile convenire con le aziende più significative che hanno investito e investono in impianti energetici, un coinvolgimento che, nell’ambito degli impegni sulla Responsabilità Sociale d’Impresa, preveda la messa a disposizione di una piccola quota di risorse ? E’ una proposta che sottoponiamo anche agli amministratori che si candidano a governare il nostro territorio per i prossimi anni.

Circolo Legambiente Lamone Faenza