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Marina di Ravenna, domenica 26 aprile manifestazione al Molo Dalmazia per Gaza e contro il traffico di armi

Un presidio al Molo Dalmazia di Marina di Ravenna per sostenere la Flotilla diretta a Gaza e protestare contro il traffico di armi. L’appuntamento è fissato per domenica 26 aprile alle ore 11, promosso dal Coordinamento contro il traffico di armi nel porto di Ravenna.

Gli organizzatori invitano cittadini e sostenitori a partecipare con “bandiere e striscioni”, rilanciando quella che definiscono una mobilitazione contro la guerra e l’economia di guerra. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea con altri porti italiani, da Ravenna a San Benedetto del Tronto.

Nel comunicato diffuso in vista dell’evento, il Coordinamento richiama le recenti azioni della Global Sumud Flotilla, spiegando che alcune imbarcazioni avrebbero simbolicamente ostacolato navi dirette verso Israele. Viene inoltre sottolineata la presenza, nella nuova missione umanitaria via mare, anche di persone provenienti da Marche e Romagna.

La scelta del Molo Dalmazia viene definita “altamente significativa”. Secondo gli organizzatori, dal porto ravennate transiterebbero regolarmente navi portacontainer dirette ai porti di Ashdod e Haifa. Nel testo si sostiene che il porto continui a rappresentare uno snodo strategico di traffici militari e commerciali legati ai combustibili fossili.

Il Coordinamento critica inoltre il silenzio delle istituzioni locali e nazionali sul tema. In particolare, gli attivisti affermano che il sindaco non avrebbe risposto alle richieste avanzate sul codice etico di Sapir e contestano la mancata diffusione di dati aggregati sui traffici di armi relativi al 2025.

Sul fronte legale, gli organizzatori ricordano di aver presentato ricorso al Tar dopo il rigetto di una richiesta di accesso agli atti e annunciano che la prima udienza è fissata per il 15 maggio a Bologna. Nel comunicato viene anche richiamata la vicenda giudiziaria che coinvolge 34 manifestanti denunciati dopo una protesta del 28 novembre 2025.

“Nonostante denunce e silenzi pesanti, nonostante pressioni e poteri forti, noi continuiamo nella nostra attività”, scrive il Coordinamento, che chiede sostegno anche “nella battaglia per l’archiviazione delle denunce”.

Nel messaggio viene inoltre espresso appoggio agli scioperi nazionali annunciati nel settore portuale per il mese di maggio.

L’invito finale è a partecipare al presidio di domenica mattina: chi potrà uscire in mare, chi resterà a terra è chiamato a far sentire la propria presenza “con sirene, suoni, campanacci”.