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Fdi: Autovelox, ipotesi di frode in pubbliche forniture. Il comune di Ravenna cosa intende fare?

“La questione dell’utilizzo di dispositivi elettronici per il rilevamento della velocità torna al centro dell’attenzione pubblica e giuridica.

Secondo il quadro normativo vigente – Codice della Strada e relativo regolamento di esecuzione – tali apparecchiature devono infatti essere debitamente omologate, non essendo sufficiente la sola autorizzazione ministeriale.

Su questo punto si è consolidato un orientamento giurisprudenziale rilevante, recentemente ribadito dalla Corte di Cassazione, anche in sede penale, con la sentenza n. 36051/2025, in linea con quanto già affermato dalle sezioni civili per cui i verbali fondati su dispositivi non omologati, anche se autorizzati, presentano evidenti profili di illegittimità.

Alla luce di tale orientamento, si pongono interrogativi non secondari anche sotto il profilo penalistico.

In particolare, la fornitura alla pubblica amministrazione di dispositivi non conformi ai requisiti di legge potrebbe integrare, in presenza dei necessari presupposti, ipotesi riconducibili al reato di frode nelle pubbliche forniture.

Ad oggi, risulta che il Comune di Ravenna continui invece caparbiamente nella sua attività sanzionatoria, senza avere adottato provvedimenti di ritiro degli apparecchi eventualmente non omologati e/o aver denunciato la società fornitrice.

Le conseguenze per l’ente non sono trascurabili: da un lato, il crescente contenzioso, con condanne alle spese da parte dell’Ufficio del Giudice di Pace di Ravenna; dall’altro, il mancato introito delle sanzioni, con evidenti ricadute sul bilancio comunale.

Fratelli d’Italia ritiene che, in un’ottica di trasparenza e tutela dell’interesse pubblico, sia invece necessario denunciare per frode in pubbliche forniture la società fornitrice dei dispositivi oltre che attivare i poteri di autotutela per i verbali eventualmente viziati.

Per queste ragioni, presenteremo in data odierna un documento in Consiglio Comunale affinché l’Amministrazione: faccia piena chiarezza sulla situazione; tuteli l’ente sotto il profilo economico e legale procedendo con la denuncia nei confronti delle società fornitrici (come fatto da altre amministrazioni) perché la legalità non può essere a geometria variabile: deve valere sempre, a partire da chi amministra la cosa pubblica”.

Patrizia Zaffagnini e Nicola Grandi – Consiglieri comunali Fratelli d’Italia