QUI RAVENNA
Uso il parcheggio disabili per mia figlia: basta giudizi e aggressioni, sono un papà esasperato da troppi moralisti e sceriffi
Con questa lettera spero di riuscire a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto male facciano certe persone.
Scrivo questa lettera aperta perchè ritengo Ravenna una città estremamente inclusiva e che si fa in quattro per i disabili sia a livello istituzionale, scolastico, sanitario e civico ma purtroppo sono stanco ed arrabbiato per quella piccola, ma purtroppo irritante, parte di ravennati “sceriffi ed inquisitori” che senza alcun titolo istituzionale e, cosa ancor più grave, senza rispetto e con tanta ignoranza giudicano dalle apparenze.
Mi è capitato in questi anni, purtroppo diverse volte, di essere additato, guardato storto e anche fermato perchè posteggio l’auto nei posti riservati ai disabili.
Eh sì cari sceriffi, lo faccio quando trasporto mia figlia disabile al 100% fin quasi dalla nascita, portatrice di una patologia genetica neurologica gravissima.
Io non ho bisogno di lezioni di senso civico da voi “piccolissime persone”, voi “moralisti e sceriffi” che se non vedete un mezzo attrezzato, oppure una carrozzina, vi sentite autorizzati ad investigare, giudicare, additare, a guardare con fare disgustato e perfino a commettere aggressioni verbali, pronunciando frasi del genere “Lei ha fatto una cosa che non si può fare… Ci sono regole che bisogna rispettare!” Nonostante il permesso disabili sia esposto sul cruscotto dell’auto.
Alle persone portatrici di handicap la vita ha già tolto tantissimo, così come ai loro caregiver che lottano spesso per proteggere i loro cari dalla morte o da danni ingentissimi a livello fisico e neurologico.
Cosa ne sapete delle sofferenze, dei giorni in ospedale, del percepire che non puoi fare tutto quello che fanno gli altri bimbi? Dovete aggiungervi anche voi, con il vostro carico di ignoranza?
Sono preoccupato perchè adesso ci sono io a difendere mia figlia ma quando crescerà purtroppo arriverà il giorno in cui si troverà sulla sua strada uno di voi e sarà sola.
Voi non avete nessun titolo né giuridico né istituzionale né certamente morale, per accertare un permesso disabili, per giudicare la gravità della disabilità?
Potreste invece impiegare le vostre energie, il vostro tempo per fare del volontariato nei reparti pediatrici o nelle strutture specializzate e vi accorgereste di quante patologie esistano e di quanti bimbi ogni giorno vivono una vita “diversa”, immensamente faticosa.
Dico a tutti voi che sono stanco, arrabbiato e disgustato e che da oggi quando si ripeterà uno di questi episodi procederò a denunciarvi per discriminazione e molestie e qualsiasi altro reato possa essere aggiunto a vostro carico. Così forse chi di dovere vi spiegherà cosa siano il rispetto e l’umanità. Non siamo né io né mia figlia a doverci giustificare, ma siete voi a dovervi fare un esame di coscienza
Firmato
Un papà.


