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Spaventano ciclista che ruzzola a terra. Uno “scherzo” che poteva costare caro a chi l’ha subito
Foto d'archivio

Domenica mattina verso le 11.20 mi trovavo a percorrere in bicicletta via Trieste Strada Statale 67 Tosco Romagnola da Marina di Ravenna verso Ravenna, come faccio spesso, come altri ciclisti.

Al km. 229 in direzione Ravenna si affianca un pulmino bianco e, a vetri abbassati, quattro o cinque ragazzini di circa 12 – 15 anni urlano insieme distogliendo la mia attenzione dalla strada; in una frazione di secondo le ruote della bici escono dall’asfalto, scendono sulla banchina e in un attimo rotolo a terra. Mia moglie, che mi seguiva in bici a breve distanza, vede la scena ma non riesce ad evitare la caduta. Nel tempo di rialzarmi il pulmino è sparito, l’autista non si è fermato configurando l’omissione di soccorso. E non venitemi a dire che non se ne sono accorti, è stato un atto premeditato.

Si sono fermate diverse persone che hanno assistito alla scena affermando di aver udito delle urla, che non erano certo le mie poiché non ho avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse succedendo, e ci hanno prestato soccorso, aiutandomi a rimuovere la bici sopra mia moglie e issarla in piedi. Li ringrazio sentitamente.

La fortuna ci ha aiutato, niente di rotto ma acciacchi e tumefazioni ai piedi, mani, ginocchia, gomito.

E parafango posteriore della mia bici, rotto.

Notare bene: i ragazzini hanno iniziato a urlare solo quando mi hanno affiancato, non prima, rivelando la loro precisa intenzione di procurare spavento e distogliere forzatamente la mia attenzione alla guida della bici.

L’episodio ci ha scossi non poco, siamo amareggiati, cerchiamo sempre di prevedere eventuali situazioni di pericolo ma non sappiamo cosa inventare per evitare che episodi del genere possano ripetersi.

Giriamo il mondo da 30 anni, ma una situazione così pericolosa non l’abbiamo mai vissuta in nessun continente, America Latina compresa!

Considero l’episodio subìto addirittura un vigliacco attentato alla vita, perché potevamo urtare con la testa; cosa ci dobbiamo aspettare la prossima volta da questi innocenti ragazzini? Che ci sparino addosso direttamente per essere sicuri di eliminarci?

Ultima considerazione, volevo evitarla ma prendetela come sfogo: ci lamentiamo per la diminuzione delle nascite ma se il prodotto di queste nascite è quello visto oggi, in Italia è meglio non procreare dato che sono i genitori i principali responsabili di questa becera maleducazione.

Stefano Bianchini