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Da Ravenna alla Libia. Salpato il maxi impianto da 5.200 tonnellate costruito da Rosetti Marino per Saipem
il maxi impianto mentre lascia il porto di Ravenna

Dopo due anni di lavori e oltre 2 milioni e mezzo di ore impiegate in cantiere, uno dei più grandi impianti offshore costruiti negli ultimi anni a Ravenna ha lasciato il porto per raggiungere la Libia. È il maxi-modulo del progetto “Bouri Gas Recovery”, realizzato da Rosetti Marino per Saipem: una struttura alta 45 metri e pesante oltre 5.200 tonnellate destinata al giacimento offshore di Bouri, a circa 170 chilometri dalla costa libica.

La partenza del gigantesco impianto segna la conclusione di una delle commesse più importanti nella storia recente dell’azienda ravennate e conferma il ruolo strategico di Ravenna nel settore energetico offshore internazionale.

Il modulo viaggerà per circa cinque giorni su una chiatta, con uno scalo tecnico a Malta, dove incontrerà la nave gru Saipem 7000 incaricata delle operazioni di installazione in mare aperto. Una volta operativo, l’impianto consentirà di recuperare il gas che oggi viene disperso attraverso il flaring, cioè la combustione in torcia dei gas di scarto prodotti durante l’estrazione petrolifera.

CANTIERI ROSETTI MARINO SPA. La piattaforma esce dal porto di Ravenna

Secondo Saipem, il progetto rappresenta uno dei più importanti interventi di ottimizzazione energetica e decarbonizzazione offshore nel Mediterraneo. L’obiettivo è ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 e recuperare fino a 3 milioni di metri cubi di metano al giorno. Il gas verrà trattato per eliminare anidride carbonica, acqua e impurità, quindi trasferito verso gli impianti a terra in Libia, da dove potrà essere immesso anche nelle reti di esportazione dirette verso l’Europa.