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ACLI Faenza: Solidarietà alle persone colpite dagli insulti. La democrazia vive nel rispetto
ACLI Faenza esprime piena solidarietà alle persone coinvolte nei recenti episodi richiamati dalla stampa locale: dagli insulti social rivolti a un giovane candidato, alle offese subite da una candidata durante un banchetto, fino alla derisione di un ragazzo con disabilità impegnato nel proprio lavoro. Vicende diverse, ma unite da un tratto comune: quando la persona diventa bersaglio, il confronto pubblico si impoverisce e la comunità si indebolisce.
La campagna elettorale può e deve essere luogo di confronto, anche acceso, tra idee, programmi e visioni diverse della città. Ma il dissenso non può trasformarsi in insulto, umiliazione, scherno o violenza verbale. Chi insulta spesso dimostra di non avere argomenti. E non è accettabile contrastare la violenza con altra violenza: non è mai questa la strada giusta per farsi capire.
Come ACLI, dentro una tradizione cristiana, popolare e democratica, richiamiamo il valore della persona prima di ogni appartenenza politica. Il Vangelo ci ricorda: “Beati gli operatori di pace” e “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. La Costituzione, agli articoli 2 e 3, fonda la convivenza sui diritti inviolabili, sui doveri di solidarietà e sulla pari dignità sociale di ogni cittadino.
Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, ai candidati e ai cittadini: riportiamo il confronto sui problemi reali di Faenza — lavoro, giovani, famiglie, fragilità sociali, sicurezza del territorio, quartieri, imprese, futuro — senza trasformare l’avversario in un nemico.
Una comunità democratica non si misura dall’assenza di conflitto, ma dalla capacità di attraversarlo con rispetto.
Solidarietà a chi è stato colpito. Fermezza contro ogni insulto. Responsabilità nel confronto democratico.


