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Lettera aperta alla Biblioteca Classense: segnalazione guasti e proposte per l’integrazione
I chiostri della Biblioteca Classense di Ravenna

Buongiorno signora direttrice della Biblioteca Classense, Silvia Masi, buon lavoro e buona vita.

Sono uno dei vostri vecchi utenti, Ivano Mazzani, che sempre con tanto piacere viene alla biblioteca Classense a vivere i suoi spazi e le sue proposte, a socializzare con gli altri, a vedere i vostri tesori interni che danno Gioia all’anima.

Vorrei però metterle in evidenza una cosa molto critica: al piano terra, su tre bagni, due sono inagibili da tanto tempo. Ne rimane uno, che è super usato e spesso manca anche la carta.

Può sembrare una banalità, ma intanto si ha difficoltà ad accedere all’unico bagno. Poi, nonostante il personale a cui si sollecita il rifornimento sia sempre attivo, resta il fatto che una biblioteca così illustre e importante non può essere dentro a una condizione di disfunzionalità come quella della non agibilità dei due bagni al piano terreno. Questa è una criticità che non si deve permettere una biblioteca come la Classense.

Vorrei dirle un’altra cosa: al piano terra c’è sempre l’aggregazione umana di tante persone che vengono da altre parti del mondo e che noi vogliamo giustamente accogliere. Spesso, questa accoglienza però, si limita a permettere loro di usufruire dello spazio per potersi riparare o dormire, subendo il loro stare dentro alla nostra e anche loro biblioteca Classense. Tra l’altro, molti di loro non parlano l’italiano.

La invito, gentile direttrice, ad agire per coinvolgere Casa delle Culture, Casa del Volontariato, Cittativa, Informagiovani, per fare una cordata insieme e capire come coinvolgere questi nostri concittadini e utenti della biblioteca, anche se dentro a quelle forme che ho citato sopra. Non possiamo permetterci di lasciare una situazione come questa allo stato di abbandono.

A me non danno assolutamente fastidio, anzi, riesco a parlare, a cercare di mettermi in relazione con loro e non per un motivo di buonismo ma credo che loro siano come noi, dei cittadini alla ricerca di essere coinvolti e stimolati.

Un saluto, aspetto sue con rispetto

Ivano Mazzani