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Bertozzi: “La Giunta deve riconoscere la finanziabilità anche per le protezioni messe a riparo di garage, depositi o cantine contigue all’abitazione”

Leggo oggi dell’interrogazione presentata dal Consigliere Regional Niccolò Bosi sull’avanzamento del cosiddetto “Bando Paratie”, risalente all’ormai lontano ottobre 2024.
Ringrazio Bosi di essersi interessato della questione, anche se solo dopo una mobilitazione dei cittadini che in un qualche modo ho contribuito ad alimentare, ma non posso che rimanere estremamente sorpreso della risposta rilasciata dalla sottosegretaria Rontini.

Quest’ultima infatti, anziché paventare un interessamento per arrivare ad una modifica, o piuttosto ad un’interpretazione autentica” del bando nel punto lacunoso in cui vengono trattate le aperture che si possono proteggere con le paratie, si limita a snocciolare valore assoluti sull’andamento delle istruttorie e delle domande senza contestualizzarle minimamente.

Bene, ritengo occorra fare estrema chiarezza.

Dice la sottosegretaria: “sono state presentate 6.902 domande, 4.986 risultano ammesse (71% del totale), 2.400 risultano rendicontate dai cittadini (34% delle domande presentate, 48% delle domande ammesse) e ben 1.000 sono state liquidate.

Ora, 1.000 domande liquidate sono sono pari al 20% delle domande ammesse, se prendiamo in considerazione poi il valore economico delle stesse, per precisione al 30 aprile i denari liquidati sono pari 2.458.651,78 €, siamo esattamente al 17,83% dei 13.791.641 € disponibili.

Se consideriamo che dall’apertura del bando (21 ottobre 2024) sono passati 556 giorni, ad oggi sono state liquidate meno di 1,8 pratiche al giorno, circa 4.400  al giorno.
1,8 pratiche al giorno. Si può ritenere questo un successo?

Sono passati 3 anni da quando le prime donazioni dei cittadini a sostegno delle popolazioni alluvionate sono confluite nei conti della Regione Emilia Romagna, quasi 14 milioni di € sono stati destinati al bando paratie, e dopo 3 anni dai versamenti meno del 18% delle somme dedicate è stato erogato ai destinatari. Sono questi numeri di cui vantarsi? No, questa è la certificazione di un ritardo inaccettabile che diventa ancora più grave se si tiene conto del fatto che non c’era e non c’è un problema di copertura, poiché come detto si tratta di fondi già in cassa e versati dai cittadini.

Negli ultimi tre anni tra l’altro, gli interessi di mercato hanno viaggiato su un 2,5% medio, questo significa 350.000 € all’anno di proventi finanziari potenzialmente incamerati dalla Regione, che fanno oltre 1.000.000 di € aggiuntivi. Come sono stati utilizzati?

Poi il tema “pertinenze” e qui si va al “soccorso istruttorio”, spacciandolo come una magnanimità o concessione straordinaria.

Già oggi i cittadini hanno la possibilità di integrare le domande (e lo hanno fatto abbondantemente viste le continue richieste avanzate dall’Amministrazione Regionale) e contestare i rigetti, ma questo è previsto dalla legge, il soccorso istruttorio è chiaramente disciplinato all’art. 101 del D.Lgs 36/2023, non è una concessione, è un obbligo.

Il problema non è nelle domande dei cittadini, che sono corrette, ma nella stesura del bando e nelle successive interpretazioni rese a mezzo FAQ, è su questo che si deve intervenire e la Sottosegretaria lo sa.

Il bando statuisce  che sono finanziabili “ barriere frangi acque, paratie antiallagamento e/o sistemi per l’autoproduzione da collocare in adiacenza di porte e/o finestre delle abitazioni principali”.

Adiacenze, come Treccani insegna, significa “qualcosa posto nelle immediate vicinanze, contiguo o vicino a un altro elemento”, una paratia posta su un garage inserito nell’abitazione da cui si accede all’abitazione stessa è adiacente. Il punto è tutto qui.

Non servono chiacchiere o elencazioni statistiche, ma serve una presa d’atto, un’interpretazione autentica della Giunta che riconosca la finanziabilità anche per quelle protezioni messe a riparo di garage, depositi o cantine contigue e con accesso diretto all’abitazione principale, perché non c’è nessuna ragione perché questo non debba essere.

Tra un mese/quaranta giorni completeremo la raccolta firme, se questo non dovesse essere sufficiente ci riserveremo di adire il TAR competente per ottenere giustizia. Gli alluvionati hanno diritto di vedersi riconoscere quanto a loro legittimamente dovuto.

Stefano Bertozzi
Promotore della Petizione Modifica Bando Paratie