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Comuni montani, Pd e M5S contro il declassamento: “Aree interne lasciate sole dal Governo”

Prosegue la mobilitazione politica contro il declassamento dei comuni montani deciso dal Governo attraverso i nuovi criteri introdotti dal ministro Roberto Calderoli.

Oggi, mercoledì 13 maggio, alla Camera dei Deputati il gruppo parlamentare del Partito Democratico ha incontrato una delegazione di sindaci dei comuni interessati dalla ridefinizione dei parametri che rischia di far perdere a molti territori la qualifica di comune montano e il conseguente accesso ai fondi nazionali destinati ai servizi e allo sviluppo delle aree interne.

L’incontro si è svolto nella sala Berlinguer di Montecitorio alla presenza della capogruppo dem Chiara Braga e di numerosi parlamentari del Pd, tra cui Andrea Gnassi, Marco Sarracino, Ouidad Bakkali e Andrea De Maria, insieme ai responsabili del partito Davide Baruffi e Marco Niccolai.

Nel corso del confronto i sindaci hanno espresso “forte preoccupazione” per gli effetti della riforma, denunciando il rischio di pesanti ricadute economiche e sociali sui territori montani.

“Sul declassamento dei comuni montani il Pd ha denunciato fin da subito l’illogicità della scelta del governo”, ha dichiarato Chiara Braga. “Auspichiamo un ravvedimento dell’esecutivo, ma continueremo a sostenere anche le iniziative dei comuni che stanno facendo ricorso contro questa decisione”.

L’incontro è avvenuto poche ore dopo la bocciatura alla Camera della mozione del Pd dedicata alle aree interne e ai criteri di classificazione dei comuni montani.

“Il Governo prima crea il problema e poi chiede ai sindaci come risolverlo”, ha attaccato Marco Sarracino, annunciando il deposito di una proposta di legge del Pd per cancellare la norma voluta da Calderoli.

Molto duro anche l’intervento di Andrea Gnassi: “Vivere oggi nelle aree interne è diventato un atto di resistenza che il Governo Meloni sta rendendo sempre più difficile. Per questo continueremo la battaglia con proposte concrete su giovani, lavoro, imprese e diritto alla casa”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle attraverso il senatore Marco Croatti, presente alla manifestazione organizzata davanti a Montecitorio dal Coordinamento dei Comuni.

“Questa declassificazione rischia di cancellare servizi essenziali e risorse fondamentali per le aree interne”, ha dichiarato Croatti. “Il recente Dpcm ha escluso 346 comuni dalla classificazione montana, con conseguenze gravissime su fondi, scuole, bonus e servizi”.

Secondo il parlamentare pentastellato, il rischio maggiore riguarda proprio il progressivo spopolamento dei territori montani. “Senza deroghe molte classi scolastiche spariranno, costringendo bambini e famiglie a trasferimenti sempre più difficili. Il Governo Meloni sta svuotando le aree interne per decreto”.

Croatti ha inoltre definito “positivo” l’intervento della Regione Emilia-Romagna, che ha annunciato risorse proprie per sostenere i comuni esclusi dai benefici previsti per i territori montani.

Intanto nove comuni hanno già presentato ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento. “La montagna non si declassa, si sostiene e si valorizza”, conclude Croatti.